Dal giorno di Pasqua, 17 aprile, fino a domenica 24 aprile sedici frati studenti del Collegio internazionale Seraphicum hanno fatto un pellegrinaggio “Sulle orme di San Massimiliano M. Kolbe” in Polonia. Durante il loro soggiorno nelle Province di Varsavia e Cracovia hanno visitato e conosciuto molti luoghi importanti e significativi, ispirandosi così alla vita di Kolbe, dei santi francescani e degli altri santi polacchi, e conoscendo da vicino la storia e la devozione del popolo polacco.

I primi tre giorni i frati sono stati ospitati nel complesso conventuale Niepokalanów, da dove hanno raggiunto e visitato diversi luoghi. Il lunedì di Pasqua, dopo la celebrazione eucaristica nella basilica di Niepokalanów con i fedeli e altri pellegrini – e grazie alla visita guidata dei confratelli che vi lavorano e vivono –, i frati arrivati da Roma hanno avuto l’occasione di conoscere l’eredità di Kolbe e tutti i luoghi significativi di questa “città”, estesa su 28 ettari. Il secondo giorno i pellegrini francescani si sono diretti a Zduńska Wola, la città natale di San Massimiliano, e hanno celebrato la messa nella basilica dove fu battezzato il Santo; poi hanno visitato la sua casa natale ripercorrendo con la guida la storia della vita di Kolbe. Al ritorno hanno visitato anche la casa natale del famoso compositore polacco Fryderyk Franciszek Chopin, e il museo a lui dedicato. L’indomani, dopo la messa nella cappella di legno che Kolbe e i frati costruirono e dove pregavano quotidianamente, i sedici frati pellegrini sono partiti per Varsavia, guidati dal rettore fra Adam MĄCZSKA e fra Łukasz JANKOWSKI. Prima di tutto, hanno visitato Il Museo della Rivolta di Varsavia che racconta i fatti accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Camminando per la capitale, hanno potuto ammirare una città moderna e sviluppata, segno concreto del fatto che, nonostante la città durante la guerra sia stata completamente distrutta, alla fine vinse il desiderio dei polacchi di rinascere, ricostruendo tutta la città, anche la parte storica, in modo splendido. Nel pomeriggio i frati hanno visitato proprio il centro storico e, grazie a fra Adam, hanno conosciuto la storia sia della città, sia della presenza francescana in essa. Poi i frati hanno visitato la chiesa dei primi francescani, la cattedrale dove si trova la tomba del beato cardinale Wyszyński e, infine, la chiesa delle Stimmate di San Francesco, con la comunità conventuale, che vi risiede dal 1646. È sede anche della curia della Provincia di Varsavia. Il ministro provinciale, fra Grzegorz BARTOSIK, insieme con il suo definitorio, ha accolto generosamente i frati offrendo loro un rinfresco e un’abbondante cena. I pellegrini hanno conversato con fra Lech BACHANEK, che svolge il servizio in Bielorussia e che ha spiegato loro la situazione attuale nei nostri conventi in quella zona, dove ha operato anche Kolbe agli inizi.

Giovedì 21 aprile i frati si sono recati nella provincia di Cracovia. Si sono fermati a Jasna Góra, il santuario mariano nazionale polacco, dove proprio sull’altare della Madonna hanno celebrato l’eucaristia. Dopo il pranzo hanno continuato il viaggio fino a Harmęże, cittadina vicina ad Auschwitz. Lì funziona il Centro di San Massimiliano, con il convento dei frati e anche delle suore Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe. Nonostante la presenza di molti profughi dall’Ucraina, che i frati e le suore stanno ospitando in questi mesi, si è trovato anche un alloggio fraterno per i pellegrini francescani. Con la guida di suor Anna Matera, i frati hanno potuto conoscere la mostra “Klisze della Memoria – I Labirinti di Marian Kolodziej”, testimone sopravvissuto ad Auschwitz. Si tratta di una inestimabile collezione di dipinti che esprimono la sua esperienza nei Campi di concentramento e che lasciano il visitatore senza parole, perché raccontano in modo grafico ed esplicito il male, il dolore e l’ingiustizia che questo sopravvissuto ha provato come prigioniero, ma esprime anche la speranza trovata in Kolbe, stella luminosa che seppe testimoniare la vita in mezzo al buio della morte. Il giorno seguente i frati sono andati ad Auschwitz e Birkenau, luoghi di memoria. Accompagnati da una guida ufficiale polacca, hanno conosciuto la storia crudele e inumana dei Campi di concentramento, ponendosi delle domande e provando sentimenti differenti, dolore, inquietudine, rabbia, vergogna, ma anche fede e gioia al vedere il cero pasquale nella cella in cui Massimiliano Kolbe, con un gesto di autentico amore, ha offerto la sua vita liberamente, come Cristo.

Provati da questa esperienza, i frati pellegrini sono tornati a Harmęże, dove hanno celebrato la messa nella chiesa conventuale che custodisce l’immagine dell’Immacolata che prima si trovava a Leopoli e davanti alla quale pregava spesso San Massimiliano. Da lì hanno continuato il loro pellegrinaggio a Cracovia. Sono stati ospitati per due giorni nel convento storico di San Francesco d’Assisi. Prima di tutto hanno visitato la chiesa e il convento annesso, che testimoniano una presenza lunghissima e significativa dei frati in questa città polacca. Poi con fra Adam, che proviene da questa Provincia, i pellegrini francescani in due giorni hanno percorso le strade storiche di Cracovia, visitando molte piazze, parchi, palazzi, chiese, la cattedrale e il castello, e imparando la storia che qui è stata ben conservata. Alla vigilia della solennità della Divina Misericordia, si sono recati nell’omonimo santuario dove hanno celebrato la messa; subito dopo sono andati anche al santuario di Giovanni Paolo II, che si trova a poca distanza. L’ultimo giorno di permanenza in Polonia si sono incontrati con i chierici e insieme a loro e ai fedeli hanno celebrato la messa. Infine, durante il pranzo, hanno incontrato anche fra Marian GOŁĄB, il provinciale della Cracovia, e i frati della comunità che li hanno ospitati.
È stata una settimana preziosa, durante la quale i frati del Seraphicum, provenienti da diversi continenti e diverse nazioni, hanno toccato i luoghi legati a San Massimiliano cogliendone l’ispirazione e chiedendo a Kolbe la sua intercessione. Insomma, si sono sentiti a casa grazie alla generosa ospitalità dei confratelli polacchi, e poi hanno imparato tanto dal loro apostolato, dalla loro accoglienza dei profughi provenienti dall’Ucraina, dalla storia dolorosa ma anche gloriosa della Polonia, dalla devozione dei connazionali di Kolbe e Giovanni Paolo II, e molto altro. Forse le fotografie possono raccontare più delle parole.
 
fra Marcos Quesada e fra Zvonimir Pervan


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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