L'evento ha registrato una partecipazione trasversale e sentita, unendo nello stesso luogo frati studenti, visitatori esterni e una nutrita rappresentanza di frati della Curia, tutti convenuti per riscoprire una figura cruciale della storia francescana.
A fare gli onori di casa, fra Raffaele Di Muro (Vicario del convento e preside della facoltà teologica "San Bonaventura") e fra Carlos Trovarelli (ministro generale OfmConv), che ha aperto l'incontro con un ringraziamento autentico a chi ha creduto in questo progetto, rendendo possibile una serata così intensa.
Al termine della visione, che ha catturato l'attenzione e l'emozione dei presenti, fra Raffaele Di Muro ha invitato a salire sul palco i protagonisti di questa avventura artistica e istituzionale. In un clima di dialogo e condivisione, sono intervenuti il regista, l’attore protagonista e altri membri del cast, affiancati dalle autorità civili rappresentate dal sindaco di Tagliacozzo e dal vicesindaco di Celano. Con loro erano presenti fra Valdo Nogueira, postulatore della causa di canonizzazione di Tommaso, e fra Maurizio Di Paolo, che ha offerto un contributo determinante all'organizzazione della proiezione.
Dal dibattito che ne è scaturito sono emersi i punti focali che hanno guidato la realizzazione della pellicola, primo fra tutti il desiderio di far conoscere la storia di Tommaso da Celano ben oltre i confini del mondo francescano, restituendo dignità ad un personaggio complesso.
È stato ribadito come il film sia un’opera "cruda", audace e coraggiosa nel non aver paura di raccontare la verità storica, una scelta stilistica premiata da un’accoglienza straordinaria da parte del pubblico. Gli interventi hanno messo in luce il paradosso di Tommaso: un uomo che non ha lasciato scritti personali e che è vissuto costantemente all'ombra di San Francesco, ma senza il quale il mondo non avrebbe mai conosciuto il Poverello di Assisi così come lo conosciamo oggi.
È proprio in questa dinamica tra l'ombra e la luce della testimonianza che si inserisce il tema-cardine che ha guidato la mente del regista: l'importanza della "parola", intesa come fondamento della relazione e come veicolo privilegiato di emozioni - amplificata nel film da una colonna sonora studiata per portare in rilievo i sentimenti più profondi.
La serata si è conclusa, prima della foto di rito, con un doveroso ringraziamento a tutti gli intervenuti, il cui aiuto concreto è stato fondamentale per la realizzazione di un'opera così significativa per la memoria storica e religiosa.
Michele De Gregorio
















