Mercoledì 10 novembre, si è svolta la cerimonia di inaugurazione del 118° anno accademico della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” Seraphicum presso la biblioteca della Facoltà.  L’incontro si è aperto con il saluto e il ringraziamento del preside, Fra Raffaele Di Muro, a tutti i presenti e in particolar modo al Gran Cancelliere della Facoltà e Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, Fra Carlos Trovarelli, al rettore della Pontificia Università Antonianum, Fra Agustín Hernández, al rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Padre Josè E. Oyarzùn, e al Cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, cui è stata affidata una prolusione accademica sulla “Fratelli tutti. Lettera enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale” di Papa Francesco, oggetto anche di un corso di alta formazione attivato dalla Facoltà per questo anno accademico.

Nella prolusione è emerso come il sogno di una fraternità universale dell’attuale Pontefice, evidente sin dalle sue prime parole nel giorno dell’elezione, non nasce da uno slancio utopico, bensì da una piena consapevolezza di un mondo vittima di molte pandemie e di un reale cambiamento di epoca cui la Chiesa cattolica può e deve dare una risposta. La risposta non nasce con Papa Francesco ma trova le sue radici nella tradizione apostolica attualizzata dal Concilio Vaticano II e dai pontificati successivi. La risposta della Chiesa non può che essere la costruzione di ponti di fraternità ad intra e ad extra, perché la fraternità, proprium dell’esperienza cristiana fin dalle origini, sviluppata in seguito anche grazie all’esperienza francescana, è la grande promessa mancata della modernità che scegliendo l’individualismo sta minando libertà e uguaglianza, anche dove sembravano raggiunte. “Fratelli tutti” è quindi l’abecedario necessario per trovare una lingua comune; è un documento che, traendo origine nel Concilio Vaticano II, ha come icona quello spirito d’Assisi che nel 1986 ha permesso a San Giovanni Paolo II di farsi promotore di un reale dialogo interreligioso. Il dialogo è l’opposto del sincretismo, perché – come ha sottolineato il Card. Zuppi – è il dialogo che “ti chiede di spiegare chi sei”.  Dopo una rapida analisi su come il crollo delle ideologie e lo sviluppo di un individualismo incapace di dare la felicità abbiano formato una generazione sterile che ha consumato tutto “anche i sogni”, il Card. Zuppi ha evidenziato come la “Fratelli tutti”, nel sottolineare che nessun si salva da solo, non è un sogno da laboratorio, bensì un “sogno ad occhi aperti, spirituale e concreto allo stesso tempo”. “Fratelli tutti” non è un semplice documento di indicazioni socio-politiche per la convivenza internazionale, ma è un modo di guardare con estremo realismo il mondo a partire proprio dall’identità cristiana, perché l’io non trova sé stesso chiudendosi, ma in relazione all’altro, perché l’amore al prossimo è realista, perché la vittoria sull’individualismo che enfatizza l’io è nel far vedere come l’io raggiunge il suo massimo nel confronto con l’altro, nella fraternità universale. L’universale non è contrapposto al locale, perché per un cristiano nessuno è nemico. L’esempio è nel racconto dell’incontro tra Francesco e il lupo di Gubbio, attore e vittima allo stesso tempo della violenza, che attraverso un approccio dialogico può rivelare la causa del suo agire nella fame e permettere a Francesco di iniziare un nuovo percorso di pace rimuovendo proprio tale causa.

Esprimendo una profonda gratitudine al Cardinal Matteo Zuppi per la sua prolusione frutto non solo di una ricerca intellettuale ma di una concreta esperienza di vita, palpabile dalle sue parole, il preside ha congedato i presenti augurando a tutti gli studenti e ai professori che questo anno accademico possa essere davvero fruttuoso.




Ascolta la conferenza del cardinale Matteo Zuppi:

















 
Condividi questo articolo


© 2021 Comunità Francescana Seraphicum  ·  All rights reserved