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“Vultum Dei quaerere”: da santa Chiara al monachesimo di oggi
27 Luglio 2018

Vultum Dei quaerere: un desiderio che attraversa i secoli – Da santa Chiara al monachesimo di oggi” è il titolo dell’articolo di apertura del numero luglio/agosto di San Bonaventura informa, a firma di sr. Chiara Benedetta (OSC, Ordo Sanctae Clarae), abbadessa del Monastero di San Quirico in Assisi.

Un articolo che prepara alla solennità di santa Chiara, l’11 agosto, riflettendo - attraverso l’esperienza della “pianticella di Francesco” – sul senso del monachesimo, anche attraverso le parole di Benedetto XVI e di papa Francesco. 

«Il desiderio di vedere il volto di Dio, l’invito a ricercare la sua presenza è la cifra che ha accompagnato fin dal suo nascere l’esperienza monastica che nei secoli è divenuta voce della profondità dell’uomo che ad ogni latitudine cerca il senso del reale, anelito che “attraversa la storia dell’umanità, da sempre chiamata a un dialogo d’amore con il Creatore” (Vultum Dei Quaerere, 1).

In un suo magistrale discorso al Collège des Bernardins a Parigi, pronunciato il 12 settembre del 2008, il papa emerito Benedetto XVI tratteggia le caratteristiche principali di questa ricerca nella vita dei monaci che hanno plasmato l’identità europea e che ancora oggi sono utili per leggere il nostro vissuto contemporaneo: “Nella confusione dei tempi in cui niente sembrava resistere, essi volevano fare la cosa essenziale: impegnarsi per trovare ciò che vale e permane sempre, trovare la Vita stessa. Erano alla ricerca di Dio. Dalle cose secondarie volevano passare a quelle essenziali (…) dietro le cose provvisorie cercavano il definitivo”. […]

Così papa Francesco alle monache camaldolesi il 21 novembre 2013: “L’unica lampada accesa al sepolcro di Gesù è la speranza della madre, che in quel momento è la speranza di tutta l’umanità. Domando a me e a voi: nei monasteri è ancora accesa questa lampada? Nei monasteri si aspetta il domani di Dio?”.

Guardo alla madre santa Chiara, torno indietro nel tempo… e provo a rispondere a questa domanda…

Agosto 1253…
“Vedi tu il Re della gloria che io vedo o figlia?” (LegSCh 46). Così si rivolge Chiara d’Assisi ormai morente ad una figlia al suo capezzale e proprio nel momento in cui tutto sembra concludersi l’orizzonte si apre all’eternità. Vedi anche tu il volto del Figlio di Dio? Vedi anche tu Colui che si è fatto nostra via? Vedi anche tu? L’attesa è compiuta, anche Chiara ripete: “Ho visto il Signore”.

Ma che cosa ha visto Chiara d’Assisi durante il suo cammino terreno? Che cosa ha visto nella lunga fedeltà dei giorni?».


Leggi qui l'articolo integrale (pag. 2).

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fonte: Seraphicum Press Office