CONTATTI RICERCA FOTOGALLERY DONAZIONI
NEWS
torna alla home
Il cardinale Antonio Maria Panebianco
09 Dicembre 2020

Leggi qui l'articolo integrale (a pag. 17)


Chi era fra Antonio Maria Panebianco, il frate minore conventuale della Sicilia creato cardinale da papa Pio IX nel Concistoro del 1861? Fra Francesco Costa, docente emerito di Storia del Francescanesimo, ricostruisce il profilo biografico di questo porporato, l’ultimo dei conventuali sino alla recente nomina del cardinale Mauro Gambetti.

«Con l’annuncio della creazione a cardinale di fra Mauro Gambetti, Custode del Sacro Convento di Assisi, si è fatto cenno all’ultimo cardinale appartenente all’Ordine dei Frati Minori Conventuali: fra Antonio Maria Panebianco, creato cardinale di Santa Romana Chiesa da papa Pio IX nel lontano 1861. Un’occasione, quindi, per riscoprire la figura di questo porporato francescano.

«Quanti usarono con lui, nel periodo non breve della sua vita pubblica, rendono ora giustizia alle nobili qualità di mente e di cuore che lo adornarono: intelligenza elevata, profondità di sapere, dirittura di mente, destrezza mirabile di consiglio, imparzialità nei giudizi. E queste doti, congiunte ad una rara modestia e ancor più semplicità di modi, gli conciliavano fiducia, rispetto e venerazione». Così scriveva, fra l’altro La Civiltà Cattolica all’indomani della scomparsa del cardinale Antonio Maria Panebianco (nella foto), il Porporato francescano conventuale, fedele collaboratore del Beato Pio IX, a lui vicino, specialmente negli sconvolgimenti politici italiani, che culminarono nella Breccia di Porta Pia e nella caduta dello Stato Pontificio (1870).

Al secolo Nicolò, Panebianco nacque a Gela il 13 agosto 1808 dal dottor Gaetano e da Santa Solìto, probabilmente famiglia nobile, stando allo stemma gentilizio che adorna la tomba dei Panebianco a Gela, già Terranova di Sicilia, nota anche con il nome greco di Heraclea. […]

Fu rapida l’ascesa del Nostro verso mansioni di governo sia nella sua Provincia di Sicilia, sia nell’Ordine. Segretario Provinciale (1840-43), fu anche Guardiano del convento di Gela (1846-48). Eletto dalla Curia generalizia Provinciale Titolare d’Irlanda, partecipando al Capitolo Generale celebrato a Roma del 1851, fu eletto Assistente Generale. Peraltro egli sostenne quest’incarico solo per qualche anno. I suoi confratelli siciliani, apprezzandone l’amabilità, lo squisito tratto paterno, la destrezza negli affari, il 10 maggio 1852, non ostante l’assenza giustificata, a schiacciante maggioranza (110 voti su 112), lo elessero Ministro Provinciale di Sicilia e Malta.

Il Padre Maestro Panebianco (si chiamavano così un tempo tra i Conventuali, i Laureati in filosofia e teologia) non poté tuttavia completare neanche il consueto triennio provincializio, essendo stato nominato da Pio IX il 20 luglio 1853 Consultore del S. Ufficio. Trasferitosi nel convento dei SS. XII Apostoli in Roma, al principio del 1854 lo troviamo al lavoro nella S. Congregazione del S. Ufficio, e il 15 luglio redige un voto per conto di quest’importante Dicastero romano». (F.C.)

 

Clicca qui per ricevere San Bonaventura informa, gratuitamente ogni mese, in formato digitale.


fonte: Seraphicum Press Office