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Quale l'evento più significativo del 2016?
27 Dicembre 2016

I ritmi rallentati delle festività natalizie possono rappresentare anche il momento per una riflessione sul significato più profondo del Natale.
All’evento della natività, San Bonaventura informa dedica l’apertura del numero di dicembre, attraverso la rubrica “Festa delle feste”, con due articoli a firma di fra Roberto Tamanti e di fra Tomasz Szymczak, entrambi frati minori conventuali, il primo docente di Teologia morale e il secondo conferenziere e dottorando al Biblicum.

Ma quale è stato l’evento più importante del 2016? Parte proprio da questa domanda la riflessione di fra Roberto Tamanti, per accompagnarci a riscoprire l’evento degli eventi.

“Come sempre, avvicinandosi alla fine dell’anno - scrive -, ci si chiederà quale può essere stato l’evento (o gli eventi) più significativo dell’anno che sta terminando, se l’elezione di Trump negli Stati Uniti, o la cosiddetta Brexit in Inghilterra, o la caduta del governo Renzi in Italia (almeno per noi italiani è un fatto rilevante), o il terremoto, o il dramma della Siria, oppure ancora la morte di alcuni “grandi vecchi” della scena mondiale e italiana, come Fidel Castro, Dario Fo, Umberto Veronesi, Umberto Eco, oppure, chissà, la consegna del premio Nobel per la letteratura ad un cantautore. […]

Cosa possiamo aspettarci di più grande e di più sconvolgente per la vita umana, dal momento che lo stesso Dio, il Creatore, il Signore, colui che chiunque lo professi come Dio riconosce come trascendente, esistente da sempre e per sempre, si è fatto uno di noi, come noi, in mezzo a noi, per noi?

Non ci si abituerà mai, speriamo, a questa che è la “buona notizia” per eccellenza, ciò che faceva vibrare di commozione il cuore e il corpo di san Francesco, tanto che, cantando e commentando il Vangelo della nascita di Gesù, ogni volta che diceva “Bambino di Betlemme” si leccava le labbra, quasi a voler trattenere tutta la dolcezza di quel nome, come ci racconta splendidamente Tommaso da Celano nella Vita del Santo. […]

Se ci pensiamo bene, i grandi fatti della vita del mondo spesso sono collegati al morire: la morte, appunto, di personaggi famosi, il culto relativo ai morti (tra i monumenti più imponenti che ci ha lasciato la storia non ci sono forse le piramidi, che non sono altro che delle enormi tombe?) oppure le guerre, o gli eventi luttuosi, tragici, ecc.

La fede cristiana ci annuncia ogni anno un evento che invece è la celebrazione della vita, di una nuova nascita, di una ri-creazione (già il filosofo Nietzsche parlava dello “spirito bambino” come immagine di quello che dovrebbe essere la filosofia, creatrice di futuro), un evento che è quindi carico di speranza, che non può non invitarci a guardare al futuro, perché una nuova creatura è tutta proiettata all’avvenire, ha il futuro davanti a sé”. (R.T.)

(Domani scopriremo la favola natalizia di fra Tomasz Szymczak).

Leggi qui l’articolo integrale (pag. 2)

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fonte: Seraphicum Press Office