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Speciale migrazioni 1: La teologia come esercizio del pensiero
05 Maggio 2017

La riflessione sul diffuso fenomeno migratorio non può che tener conto anche dell’attualità, per disporre di ulteriori chiavi di lettura e di uno sguardo più ampio.

Parte proprio dall’attualità l’articolo di fra Giulio Cesareo, docente di Teologia morale, con il quale si apre il Focus del mese di San Bonaventura informa, dedicato appunto alle migrazioni e oggetto di una mattinata di studio svoltasi il mese scorso al Seraphicum.

“Recentemente, la candidata alle presidenziali in Francia Marine Le Pen ha affermato, benché si consideri «estremamente cattolica e credente», di essere «“arrabbiata” con la Chiesa, [perché] penso che si impicci di tutto tranne che ciò che la riguarda. […]

Alla domanda se inviterebbe il Pontefice una volta eletta all’Eliseo, la candidata Fn (Front national) risponde: “Con grande piacere. E gli direi esattamente ciò che dico a voi. Che invochi la carità, l’accoglienza altrui, dello straniero, non mi sconvolge. E però la carità può essere soltanto individuale. Chi pretende che gli Stati vadano contro l’interesse dei popoli non imponendo delle condizioni all’accoglienza di un importante numero di migranti è per me politica, direi anche ingerenza, visto che (il Papa) è anche un capo dello Stato”».

Questa affermazione di una figura di spicco della politica europea contemporanea, credo meriti alcune considerazioni, per spiegare allora il punto di vista credente nell’affrontare temi di attualità come quello delle migrazioni, che è stato oggetto della mattinata di studio svoltasi al Seraphicum il 4 aprile scorso”. (G.C.)

Leggi qui l’articolo integrale (pag. 2)


La conferenza sulle migrazioni sarà oggetto di una pubblicazione, in uscita nei prossimi mesi, dal titolo “Ero forestiero e...” – Una riflessione cristiana a più voci sulle migrazioni, a cura di fra Giulio Cesareo, che proporrà le relazioni tenute sul tema da fra Victor Mora, fra Christopher Dudek, p. Stefano Zamboni e dai profughi congolesi Léonard Ngavandje Nsima ed Etienne Alimondo Wenge.


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fonte: Seraphicum Press Office