COSA CI DICE SAN FRANCESCO OGGI?
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La missione del sacro Convento
Fra Vincenzo Coli, O.F.M.Conv., già Custode del Sacro Convento, Assisi
Francesco acquistò la capacità di guardare in profondità, lasciando da parte lo sguardo cosificante, sospettoso, possessivo, per aprirsi allo stupore di un fiore, di un volto umano e soprattutto di quello di Dio rivelato pienamente ed unicamente dal Signore Gesù: “Filippo, chi ha visto me, ha visto il Padre!”.
La missione di Francesco mi piace vederla e considerarla all’interno della relazionalità dell’uomo, del suo rapportarsi a Dio, all’uomo fratello e al creato, valori essenziali, anche se differenti, naturalmente. Si tratta di un contributo, quello di Francesco, di enorme importanza anche per il dialogo interreligioso, oggi, inteso rettamente per le religioni abramitiche (per gli Ebrei, i Cristiani, i Musulmani).
Il Volto di Dio.
Tra gli scritti del Santo abbiamo un gioiello che testimonia della esperienza che Dio ha concesso di fare a Francesco: Le lodi di Dio Altissimo. Penso che si possa affermare che Dio, Vita, Amore, Gioia e Salvezza, accolto e vissuto attraverso una relazione personale straordinaria, ha plasmato l’essere di Francesco, il suo vivere, il suo impegno evangelizzante; lo stesso suo morire.
In questo modo Francesco è divenuto, partendo da Gesù, via rivelatrice del volto di Dio per il suo ed il nostro tempo; egli si rivela un vero “nuovo evangelista”. Sentiamolo:
Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dei,
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero.
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,
Tu sei umiltà, tu sei pazienza,
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine,…
Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.
Tu sei la nostra speranza,
Tu sei tutta la nostra dolcezza, Tu sei la nostra vita eterna,
grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore. (FF. 261).
ESPERIENZA DI ASSISI.
L’esperienza di sé che Dio ha concesso a Francesco, diventa nel vissuto del Poverello, canto e vigorosa affermazione della bellezza di Dio, della sua grandezza e sublimità, ma anche del suo essere Presenza d’amore che rinnova il volto dell’uomo.
Foto della Festa dell Facoltà: 14 marzo 2009