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Come riscoprire il dialogo silenzioso e personale con Dio
07 Aprile 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 5)


In questo tempo emergenziale, nel quale sono sospese le celebrazioni liturgiche, è quanto mai importante imparare o rafforzare la capacità di un dialogo silenzioso e personale con Dio, che si fa preghiera. A questo proposito, San Bonaventura informa propone un articolo per raccontare la “Rete sulla via del silenzio”, a firma di Fabio Colagrande, giornalista della Radio Vaticana e promotore di questa esperienza, nata con l’obiettivo di riflettere e rilanciare la necessità della meditazione e della preghiera contemplativa.

«Quando, circa tre anni fa, con alcuni amici iniziammo a lavorare al progetto di una Rete dedicata alla preghiera silenziosa non avremmo mai immaginato che il silenzio venisse un giorno improvvisamente imposto nelle nostre chiassose città.
Eravamo consapevoli che nella società ci fosse una crescente sete di quiete interiore e che il bombardamento di parole, soprattutto digitali, avesse raggiunto un punto limite. Sentivamo che il dibattito ecclesiale si fosse ormai atrofizzato nella falsa e sterile contrapposizione tra cristianesimo sociale e cristianesimo identitario, tra Caritas e Veritas, e che solo il ricentrarsi su Dio fosse la via d’uscita per rilanciare una fede missionaria.

Eppure non avremmo mai pensato si avvicinasse una Quaresima come quella di questo 2020 in cui papa Francesco “ingabbiato” in Vaticano ci chiede di non sprecare questi giorni difficili della pandemia di Covid-19 e vivere la reclusione domestica forzata come un’occasione.
Il Papa non è l’unico: molti credenti stanno interpretando il diffondersi di questo virus assassino, prima in Cina, poi nella nostra Italia e ora in tutto il mondo, come un’opportunità di conversione radicale. […]

Sembra quasi che questa fermata improvvisa e obbligatoria ci costringa a quel rivolgimento interiore, a quel decentramento dal nostro ego, che con gli amici della Rete sulla via del silenzio consideravamo ormai una priorità ineludibile.
Si badi bene, non si sostiene qui la provvidenzialità di una circostanza così dolorosa che miete migliaia di vittime e stravolgerà a lungo l’economia mondiale. Ma si vuole invitare a non perdere questa possibilità di ristabilire le priorità della nostra vita spirituale e di tornare all’essenziale, specie in un momento liturgico dove il digiuno, non solo di cibo, sembra opportuno per camminare verso la redenzione pasquale.

La Rete sulla via del silenzio è nata nel febbraio 2018 proprio per rilanciare la necessità della meditazione e della preghiera contemplativa nella vita cristiana.
Come giornalista, attivo da circa venti anni nel mondo cattolico, mi ero accorto che in Italia erano presenti molte realtà che vivevano questa esperienza e che il bisogno di silenzio era sempre più diffuso anche in  ambito extra-ecclesiale». (F.C.)


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fonte: Seraphicum Press Office