Baccalaureato Licenza Dottorato Biblioteca Contatti Segreteria
Storia della Facoltà
Informazioni Generali
Autorità Accademiche
Collegio dei Professori
Calendario delle Lezioni
Cattedra Kolbiana
F.I.A.T.S.
Grafologia pastorale

Rivista Miscellanea Francescana
Editrice Miscellanea Francescana

Ufficio Stampa
San Bonaventura Informa

Auditorium
Cineforum

Borse di Studio e Donazioni
AREA RISERVATA
home \ news
NEWS
L'incontro di Renzo, contro i frutti della paura e dei pregiudizi
05 Marzo 2020

Leggi qui SBi


Stop alla didattica nelle scuole e Università, chiusi teatri e musei, sospesi congressi, eventi sportivi e tutte quelle iniziative che comportano assembramenti di persone che non permettono di mantenere la distanza cautelativa di almeno un metro l’una dall’altra.

Il nuovo provvedimento “anti coronavirus” del Governo, firmato ieri sera dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, dà una stretta alla libertà di ciascuno, imponendo un ripensamento delle nostre abitudini, “considerati - si legge - l'evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi sul territorio nazionale”. Misure a tutela della salute dei cittadini e di alleggerimento del sistema sanitario nazionale che, nel caso di una diffusione senza controllo del virus, potrebbe non essere in grado di far fronte all’assistenza dei malati.

Un virus che si trasmette velocemente: da qui i ripetuti appelli a incrementare l’igiene personale, con il frequente e prolungato lavaggio delle mani, e le modifiche agli abituali comportamenti, evitando luoghi affollati, strette di mano, baci e abbracci. Con quella distanza di almeno un metro dall’interlocutore che congela ogni calore umano, rendendoci forzatamente asettici.

E proprio la consapevolezza che ognuno di noi può essere un portatore del Covid-19, porta a guardarci con sospetto, frenando la spontaneità dei nostri gesti quotidiani. Una prudenza e consapevolezza che devono rimanere sui binari della razionalità, nella certezza che stiamo attraversando tutti assieme un momento difficile, dove non conta il luogo di partenza del contagio ma il fatto che dobbiamo trovare coesione, dalla politica ai cittadini, per far fronte, efficacemente e presto, a questa emergenza che ha un costo in termini di vite umane ma anche per l’economia del nostro Paese che sta finendo vistosamente in ginocchio.   

Il mensile San Bonaventura informa ha dedicato il Focus all’emergenza coronavirus e, come sempre, ha creato un collegamento tra il tema del Focus, “In parole francescane” e l’editoriale che mette in luce quelli che possono essere i frutti della paura e del pregiudizio.

«Arrivato al crocicchio che divide la strada circa alla metà, e guardando dalle due parti, (Renzo) vide un cittadino che veniva appunto verso di lui. “Un cristiano, finalmente!” disse tra sé; e si voltò subito da quella parte, pensando di farsi insegnar la strada da lui.

Questo pure aveva visto il forestiero che s’avanzava; e andava squadrandolo da lontano, con uno sguardo sospettoso; e tanto più, quando s’accorse che, in vece d’andarsene per i fatti suoi, gli veniva incontro.
Renzo, quando fu poco distante, si levò il cappello, da quel montanaro rispettoso che era; e tenendolo con la sinistra, mise l’altra mano nel cocuzzolo, e andò più direttamente verso lo sconosciuto.

Ma questo, stralunando gli occhi affatto, fece un passo addietro, alzò un noderoso bastone, e voltata la punta, ch’era di ferro, alla vita di Renzo, gridò: – via! via! via!Oh oh! – gridò il giovine anche lui; rimise il cappello in testa, e, avendo tutt’altra voglia, come diceva poi, quando raccontava la cosa, che di metter su lite in quel momento, voltò le spalle a quello stravagante, e continuò la sua strada, o, per meglio dire, quella in cui si trovava avviato.

L’altro tirò avanti anche lui per la sua, tutto fremente, e voltandosi, ogni momento, indietro. E arrivato a casa, raccontò che gli s’era accostato un untore, con un’aria umile, mansueta, con un viso d’infame impostore, con lo scatolino dell’unto, o l’involtino della polvere (non era ben certo qual de’ due) in mano, nel cocuzzolo del cappello, per fargli il tiro, se lui non l’avesse saputo tener lontano. – Se mi s’accostava un passo di più, – soggiunse, – l’infilavo addirittura, prima che avesse tempo  d’accomodarmi me, il birbone.

La disgrazia fu ch’eravamo in un luogo così solitario, ché se era in mezzo Milano, chiamavo gente, e mi facevo aiutare a acchiapparlo. Sicuro che gli si trovava quella scellerata porcheria nel cappello. Ma lì da solo a solo, mi son dovuto contentare di fargli paura, senza risicare di cercarmi un malanno; perché un po’ di polvere è subito buttata; e coloro hanno una destrezza particolare; e poi hanno il diavolo dalla loro.

Ora sarà in giro per Milano: chi sa che strage fa! – E fin che visse, che fu per molt’anni, ogni volta che si parlasse d’untori, ripeteva la sua storia, e soggiungeva: – quelli che sostengono ancora che non era vero, non lo vengano a dire a me; perché le cose bisogna averle viste» - da I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. (elisabetta lo iacono)


Clicca qui per ricevere San Bonaventura informa, gratuitamente ogni mese, in formato digitale.

Qui il Decreto con misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus (Dpcm 4 marzo 2020)


fonte: Seraphicum Press Office