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Emergenza coronavirus: aspetti sanitari e gestionali
03 Marzo 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 2)


Il coronavirus, ribattezzato con il nome scientifico COVID-19, da minaccia lontana e percepita con un certo distacco, è divenuta emergenza concreta con i primi contagi e decessi in Italia, dove sono stati presi provvedimenti molto restrittivi ma necessari per cercare di arginarne la diffusione.

Ogni Paese sta facendo i conti con questo rischio, adottando azioni di protezione che vanno dalla sospensione dei voli verso le zone maggiormente colpite al rinvio di grandi eventi, dall’interruzione di attività lavorative, scolastiche e culturali, a controlli in aeroporti e raccomandazioni di ordine sanitario e igienico.

Un nemico non visibile e che, come tale, incute paura. Ma un conto è una razionale preoccupazione, altra cosa il panico collettivo che viene talvolta amplificato da una gestione delle notizie non sempre scrupolosa da parte di alcune testate giornalistiche e, soprattutto, dalla vorticosa circolazione di fake news, in particolare sui social network, tanto da provocare potenziali e seri problemi anche a carattere sociale.

Per fare chiarezza su questa emergenza, che sta mettendo a dura prova il nostro Paese, abbiamo intervistato il dottor Guido Bertolaso, dal 2001 al 2010 direttore del Dipartimento nazionale di Protezione civile, commissario straordinario in diverse e impegnative emergenze ma anche medico con esperienze nelle “periferie del mondo”, dove ha combattuto “da buon francescano” a fianco delle popolazioni contro gravi epidemie.

«Essenziale in questo genere di emergenze invisibili, ma potenzialmente micidiali, è la gestione delle notizie da parte delle istituzioni. L’identificazione di una figura unica che parli in qualità di comunicatore istituzionale e che sia l’unica ad avere rapporti certificati con i media e quindi che sia autorevole, attendibile, chiara e trasparente è assolutamente indispensabile.

Non c’è di peggio che cadere nella psicosi dell’incertezza e delle mille informazioni diverse e contrastanti. Occorre che un gruppo di esperti, non solo medici ma anche managers delle situazioni di crisi, affianchino le autorità nazionali nell’indirizzare e guidare verso le misure più efficaci per il contenimento dei casi e per la organizzazione di strutture sanitarie idonee ad accogliere e gestire casi clinici, complessi e delicati.

Sarebbe anche utile che i rappresentanti del governo e i politici si astenessero nella rincorsa di informazioni inesatte, incomplete, spesso stupide, evitando paragoni con epidemie che hanno scritto la storia dell’umanità. Anche gli scienziati, spesso abituati ai laboratori ma privi di esperienze pratiche sul campo di fenomeni del genere, farebbero bene a riflettere prima di presentarsi davanti agli schermi, ma la vanità, purtroppo, è un virus molto più letale di certi microorganismi! […]

Purtroppo, per una serie di cause e di fattori ancora da definire e comprendere in modo scientifico, il nostro Paese sta conoscendo una delle più serie e gravi conseguenze di questa epidemia che ha colto impreparate le istituzioni e in particolare il nostro pur valido sistema sanitario nazionale. Sorprendente è la contaminazione che ha colpito il nostro personale sanitario, evidentemente privo delle più elementari misure di protezione individuale. è molto raro, tranne che in prima linea, che i sanitari siano infettati se la patologia è conosciuta e se sono state adottate le misure per controllarla e contenerla.

Il fatto che portatori sani o malati non esposti abbiano potuto circolare liberamente nel Paese per giorni o settimane, ci pone oggi in una situazione simile a quella cinese con conseguenze al momento poco prevedibili ma con la consapevolezza che si tratta di un fenomeno transitorio e temporaneo, per fortuna anche poco letale se paragonato ad altre malattie trasmissibili.

Occorre però grande capacità di gestione del problema e di organizzazione di tutti i servizi abbinata a misure di quarantena inevitabili laddove esista la certezza di possibili ulteriori diffusioni del virus». (E.L.I.)


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fonte: Seraphicum Press Office