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Il cordoglio della Facoltà per la scomparsa del professor Maurizio Malaguti
29 Novembre 2018

È scomparso il 28 novembre, all'età di 76 anni, il professor Maurizio Malaguti, Presidente del Centro Studi Bonaventuriani di Bagnoregio.
A ricordarne la figura è fra Domenico Paoletti, docente di Teologia fondamentale e già Preside della Pontificia Facoltà Teologica "San Bonaventura".

«La notizia della morte del professor Maurizio Malaguti ci addolora per la perdita alla vita terrena di un eminente studioso del pensiero di san Bonaventura, che aveva anche un particolare legame con la nostra Facoltà.

Ero personalmente onorato della sua amicizia, nata il 23 maggio 2009 durante la celebrazione del matrimonio di una giovane coppia della fraternità OFS di Pescara della quale ero assistente: il professor Maurizio era tra gli invitati in quanto era stato, a Bologna, direttore della tesi dottorale in filosofia dello sposo. Rimasi affascinato dallo stile signorile e affabile che caratterizzava lui e la moglie Paola. A tavola eravamo seduti accanto: discorrere con lui e con sua moglie mi dava un vivo senso di gioia e di pace interiore per il tono semplice e cordiale e, insieme, per l’apertura all’eternità.

In seguito, divenuto Preside, lo invitai a tenere la prolusione per la festa della nostra Facoltà, il 15 marzo 2015. Quell’intervento può venir considerato come la cifra del suo percorso umano, cristiano e filosofico. Il titolo: “Audientes faciemus. L’operosa contemplazione nella sequela del Christus medius: la via di san Bonaventura”. La prolusione era stata programmata all’interno del percorso sul “metodo in teologia”, che in quegli anni si stava compiendo al Seraphicum come comunità accademica.

Il metodo, in realtà - ci disse il prof. Malaguti -, alla scuola di san Bonaventura è la persona stessa che vive quanto ha ascoltato, studiato, compreso e insegnato. Non a caso, il titolo riprendeva un versetto biblico: "Accòstati tu e ascolta tutto ciò che il Signore, nostro Dio, dirà. Tu ci riferirai tutto ciò che il Signore, nostro Dio, ti avrà detto: noi lo ascolteremo e lo faremo" (Dt 5,27).

L’ascolto, e il mettere in pratica quello che si è ascoltato, è la via per conoscere e per imparare a fare teologia in comunità. È la pratica della fede, che si esprime nella carità fraterna, a diventare metodo teologico.

Sarebbe difficile, e forse non adatto a questo momento di dolore, ripercorrere la vita e le opere del compianto professor Malaguti. Ci limitiamo a offrire alcuni dati essenziali.
È stato professore ordinario di Filosofia teoretica presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Nel Collegio Superiore della stessa Università ha svolto attività di tutorato e ha tenuto corsi di formazione. È stato membro corrispondente della Académie des Sciences, Arts et Belles-Lettres di Dijon e membro del Consiglio di Amministrazione della ASPLF (Association des Sociétés de Philosophie de Langue Française).

Dopo aver organizzato il congresso internazionale ASPLF di Bologna del 2000 su “La philosophie et la paix”, ha collaborato attivamente, come membro del consiglio scientifico, alla preparazione di diversi congressi internazionali.

Innumerevoli i suoi studi, saggi e articoli scientifici. In questa sede dobbiamo ricordarlo in particolare come fine e profondo conoscitore di san Bonaventura, tanto da essere eletto presidente, dal 2010, del Centro di Studi Bonaventuriani di Bagnoregio: il Centro, fondato 66 anni fa dal grande germanista e scrittore Bonaventura Tecchi, organizza ogni anno convegni di studio dedicati al Dottore serafico e ne pubblica gli atti. La nostra Facoltà vi partecipa attivamente, in particolare con la presidenza del nostro compianto professore p. Alfonso Pompei dal 2004 al 2009 e, fino ad alcuni anni fa, con la cura degli atti per la pubblicazione.

Il professor Malaguti ha espresso con una sintesi luminosa il suo pensare francescano in uno dei suoi ultimi interventi pubblici, quello tenuto il 19 marzo nella Lectio rosminiana al “Rosmini Day” 2018: "Il cuore è la radice stessa della intelligenza, è il 'sì' e 'no' senza il quale il nostro intendere sarebbe non altro che una dispersiva rincorsa di opinioni".

La comunità accademica del Seraphicum si stringe con affetto grato attorno alla moglie Paola, alle figlie Chiara, Anna e Ilaria e ai sette nipoti, partecipa al loro dolore e prega con loro, nella certezza che questo nostro fratello ora partecipa della gioia eterna insieme alla innumerevole schiera dei santi francescani, di cui abbiamo celebrato la festa».

La cerimonia funebre si terrà sabato 1 dicembre alle 14.30 nella cattedrale di San Cassiano ad Imola.


fonte: Seraphicum Press Office