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Inaugurazione del 115° anno accademico
20 Ottobre 2018

È stato inaugurato stamani il 115° anno accademico della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” Seraphicum. La giornata è stata aperta dalla celebrazione di una santa messa, nella Cappella San Bonaventura, presieduta da monsignor Augusto Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma per il settore sud.

Nell’omelia il vescovo ha rimarcato come il Vangelo del giorno proietta in quello che san Francesco ci lascia in termini di radicalità e di testimonianza coraggiosa. Un richiamo alla ricerca e approfondimento della verità, peraltro propria dell’ambito accademico: “chiediamo al Signore – ha sottolineato – il rigore per studiare, cercare, approfondire e insegnare, ricordando di farlo sotto la guida dello Spirito Santo. In questo modo la nostra testimonianza di vita, sia come docenti sia come studenti, sarà una testimonianza vera e credibile della nostra vocazione”.

Il Preside fra Dinh Anh Nhue Nguyen, aprendo l’appuntamento accademico ha fatto una panoramica sull’attività accademica, invitando ognuno a rispondere alla propria vocazione.

“Chiediamo che Dio ci conceda lo zelo missionario di san Paolo apostolo, martirizzato su questa collina - ha sottolineato - e di san Massimiliano Maria Kolbe che ha studiato al Seraphicum nell’allora sede di via san Teodoro; che Dio ci conceda tale zelo cristiano, francescano e apostolico per un nuovo anno accademico nella nuova stagione di evangelizzazione. E che in ogni cosa che facciamo, in ogni missione, possiamo avere la convinzione di san Paolo: tutto posso in Colui che mi dà la forza”.

Il tema delle missioni è stato al centro della prolusione affidata a p. Fabrizio Meroni, PIME, Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria e direttore della Agenzia “Fides”, che ha svolto una approfondita riflessione dal titolo “La missio ad gentes interessa ancora? Una riflessione teologico-pastorale”.

Ricordando peraltro la celebrazione del Mese Missionario Straordinario, indetto da papa Francesco per l’ottobre del 2019, p. Meroni ha svolto una articolata relazione sul tema, toccando numerosi aspetti.

“La missio ad gentes è la forma originale - ha sottolineato -, il paradigma e il modello che configura tutta la missione evangelizzatrice della Chiesa perché esprime l’annuncio del Vangelo e la trasformazione sacramentale del mondo, facendo di tutti i popoli dei discepoli missionari del Signore Gesù. La specificità della missio ad gentes all’interno della missione evangelizzatrice della Chiesa si trova nella sua peculiare relazione con il non ancora avvenuto incontro personale con Gesù Cristo e il suo Vangelo, con l’assenza di una fede cristiana capace di generare culture nuove, con donne e uomini le cui religioni e i cui popoli ancora anelano alla salvezza dal peccato e dalla morte nel qui e ora della storia umana. Conoscere Cristo o non conoscerlo, essere battezzati o non esserlo, abbracciare la fede cristiana e appartenere alla Chiesa, vivere il Vangelo della riconciliazione e sperimentare il perdono di Dio o meno fanno la vera differenza”.

All’inaugurazione dell’anno accademico – aperto con la formula di rito letta dal preside fra Nguyen – hanno partecipato rappresentanti delle realtà accademiche romane, docenti, studenti, per la Curia generalizia dell’Ordine dei Frati minori conventuali, essendo assente il Gran Cancelliere fra Marco Tasca in quanto impegnato nei lavori del Sinodo dei giovani, erano presenti fra Vincenzo Marcoli (segretario generale) con fra Tadeusz Świątkowski, fra Maurizio di Paolo, fra Nicola Rosa.


fonte: Seraphicum Press Office