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La verità immutabile della “Humanae vitae“
20 Giugno 2018

Prosegue la riflessione avviata da San Bonaventura informa sulla Humanae vitae, a cinquant’anni dalla pubblicazione dell’ultima enciclica di papa Paolo VI.
A sottolinearne la “verità immutabile” è il professor Oreste Bazzichi, docente di Filosofia sociale ed etico-economica.

«La verità espressa nell’enciclica Humanae vitae non muta; anzi, proprio alla luce delle nuove scoperte scientifiche, il suo insegnamento si fa più comprensibile e attuale, provocando riflessioni sul valore intrinseco di antropologia etica che possiede. Una affermazione importante, forse fuori dal coro, ma certamente non inutile, dal momento che si tratta di un documento criticato spesso con asprezza fin dal momento della sua pubblicazione, il 29 luglio 1968, e spesso dimenticato anche all’interno dello stesso mondo cattolico.

Critiche che vengono riprese ancora oggi - in occasione del cinquantesimo anniversario - da una parte di cattolici che non si rassegna alla posizione “tradizionalista e conservatrice” della Chiesa nei confronti del matrimonio, della famiglia e della procreazione, ma che oggi suonano ancora più deboli e ingiustificate di mezzo secolo fa.

La storia successiva, infatti, ha confermato lo sguardo profetico di Paolo VI nel decidere di intervenire per questa strada difficile, ma coerente con la tradizione della Chiesa, cioè quella di una Chiesa che prende coscienza della propria funzione di “esperta in umanità” nei confronti del progresso storico; funzione intesa come compito non suppletivo o marginale, ma interno ed essenziale alla sua stessa specifica missione di salvezza escatologica, come formulata sistematicamente per la prima volta nella Gaudium et spes».


Leggi qui l'articolo integrale (pag. 25).

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fonte: Seraphicum Press Office