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La mutua donazione come alimento della relazione reciproca
16 Maggio 2018

“Dall’antropologia possessiva all’antropologia oblativa” è la riflessione proposta da fra Orlando Todisco, docente di Filosofia francescana, che va a introdurre la nuova rubrica di San Bonaventura informa, sul tema “Humanae Vitae 50 anni dopo”. Un appuntamento che accompagnerà i lettori sino al numero di luglio - nel cinquantesimo della pubblicazione dell’ultima enciclica di papa Paolo VI -, con articoli a firma di Oreste Bazzichi, Domenico Paoletti e Giulio Cesareo.

«È affascinante il brano della Genesi, là dove entra in scena la prima coppia, rappresentativa dell’umanità - Adamo ed Eva - insieme nel bene come nel male. Per sottolineare l’inseparabilità dell’uno dall’altra si potrebbe leggere la provenienza di Eva dalla costola di Adamo nel quadro della mitologia greca, secondo cui l’uomo in principio era l’uno e l’altra, dall’aspetto rotondo e raggiante, prossimo all’Olimpo, della cui luce risplendeva.

Per indebolirne la forza e ridimensionarne le pretese, Zeus procedette alla sua divisione in due metà, con cui cercò di tenerlo lontano dal mondo divino, senza però spegnerne la nostalgia. […]

Si viene al mondo senza averne diritto - prima di essere, non essendo, non si ha alcun diritto. Cosa si è allora se non un dono, la cui logica consente di dare senza perdere e di prendere senza togliere? La mutua donazione è alimento della relazione reciproca, grazie a cui matura la comunione prima che la comunità, l’unione prima dell’unità. […]

Dunque, ogni essere è capace di cose straordinarie, dotato di energie immense, di cui deve prendere coscienza per non lasciarsi sopraffare da alcunché, pur tra ondeggiamenti e difficoltà. Ebbene, più che dare spazio a questo percorso e a dirne la fecondità - l’uomo non è fatto per possedere, ma per donare, creando, non distruggendo - si è continuato a esaltare il primato del bisogno o della mancanza, formando l’uomo e la donna alla mutua rapina.

Se le scienze - sociologia, economia, filosofia, teologia - non fanno spazio alla logica del dono, aprendo nuovi orizzonti di vita, continueremo a essere uomini e donne, affamati anche dalla fame futura, che vivono calcolando, incapaci di coniugare Eros e Agape, perché sopraffatti dallo stile accumulativo e dalla logica dell’appropriazione». (O.T.).


Leggi qui l'articolo integrale (pag. 17).
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fonte: Seraphicum Press Office