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Santi, beati e umani
15 Maggio 2018

“Santi, beati e umani” è la riflessione che propone fra Emanuele Rimoli, docente di Antropologia teologica, in San Bonaventura informa, affrontando il concetto di santità, alla luce della recente esortazione apostolica Gaudete et Exsultatate di papa Francesco.

«L’esortazione apostolica Gaudete et Exsultate, da poco pubblicata da papa Francesco, punta dritto al cuore dell’esistenza del cristiano. Non si tratta di un “aggiornamento” sul significato della santità nel mondo contemporaneo, quanto piuttosto un «far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità» (GE 2).

È una lettera che merita di essere letta più volte per poter cogliere la portata di tante affermazioni che possono sembrare “a effetto”, e per lasciarsi guidare da connessioni di senso che aprono cammini di maturazione possibili e liberanti.

Il Papa ripete più volte che l’unica vocazione dei cristiani è quella alla santità, poiché «per un cristiano non è possibile pensare alla propria missione sulla terra senza concepirla come un cammino di santità» (GE 19). Insomma, la santità è la normalità del cristiano.

Lo sguardo della Chiesa, infatti, non è attratto da un punto di fuga appeso oltre la storia quotidiana degli uomini – come se i santi fossero di un altro mondo – al contrario, la realtà della santità parla di una realizzazione di sicuro ultima, ma che si gioca nella realissima cronaca di tutti i giorni. «Parla al cuore degli aneliti che lo assillano, delle radici che lo costituiscono, delle tensioni che lo lavorano, dei desideri che lo abitano» (Citterio).

Possiamo dunque domandarci se l’invito alla santità ci riguarda ancora (cf. GE 10), se ci lasciamo toccare dalla promessa di beatitudine che Gesù ha fatto ai suoi discepoli (cf. Mt 5) – crediamo ancora possibile il compimento dei desideri che portiamo in cuore?». (E.R.).


Leggi qui l'intervista integrale (pag. 14).
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fonte: Seraphicum Press Office