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Credere nell'uomo
19 Aprile 2018

Credere nell’uomo di Maurice Bellet è il libro al centro della rubrica “Il tesoro dello scriba”, curata da fra Emanuele Rimoli, docente di Antropologia teologica e redattore del mensile San Bonaventura informa.

«I libri di padre Maurice Bellet (sacerdote filosofo, teologo e psicanalista) non sono delle semplici letture, sono un’esperienza. Innanzitutto del valore prezioso della parola, quella del dialogo a tu per tu, attenta all’interlocutore e mai astratta.

Una parola sempre curata, precisa nel denominare, che allude a orizzonti larghi, mai prepotente sebbene capace di scuotere certezze date per ovvie. È questo il frutto maturo (Bellet è un vivace novantacinquenne!) dei “Parcours” ideati e condotti con l’Associazione Initial – cammini di umanità da fare assieme per cogliere ciò che in noi è fondamentale: l’esperienza di parola, di ascolto reciproco e mutuo rispetto. Detto altrimenti: la relazione che restituisce l’umanità propria e degli altri.

Leggere Bellet, inoltre, è fare esperienza di come il pensiero può essere profondo, ispirativo e provocatorio pur mantenendo una radicale benevolenza. Si può non essere d’accordo con i contenuti o con il modo con cui p. Bellet sviluppa il suo discorso e dischiude intuizioni e snodi, ma tocca avere delle ragioni radicate e motivate, pena la banalità ("l’ebetudine" come ama dire), e l’ideologia – cosa che con tutte le forze Bellet tenta di smontare.

L’Autore, infatti, avverte subito: «Ci sono molti cammini. Forse infiniti: quanto gli umani. Questo è un cammino possibile. Parla a coloro cui parla. Invita ad andare oltre e altrove. Cercarvi il bel discorso che dispensi dal pensare sarebbe un malinteso».

La ricerca e l’invito sono a proposito di una fede nell’umano che abbia il coraggio di non partire da riferimenti religiosi standardizzati e moraleggianti, ma s’incammini per una via nuova e di radice, una «fede nell’uomo in cui la fede in Dio trova da investirsi fino al punto che Dio si ritrae». (E.R.)


Leggi qui l'articolo integrale (pag. 18).
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fonte: Seraphicum Press Office