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La Regola di santa Chiara
18 Gennaio 2018

La rubrica “Lessico francescano” di San Bonaventura informa, a cura di fra Emil Kumka, docente di Francescanesimo, prende in esame la Regola di santa Chiara, prima regola per donne scritta da una donna.

Un excursus sul contesto storico nel quale è nata la Regola delle Povere Dame, sul contenuto e la struttura della Regola, sulle vicende posteriori della Regola di santa Chiara.

«La prima regola per le donne scritta da una donna è proprio quella di santa Chiara d’Assisi - scrive fra Kumka -, confermata dal papa Innocenzo IV il 9 agosto 1253 con la bolla Solet annuere. Francesco, sentendosi responsabile per Chiara e la comunità che nasceva a San Damiano, scrisse intorno al 1212/1213 una prima regola, chiamata Forma vivendi.

Il breve testo, ispirato al Vangelo, nacque probabilmente dalla richiesta di Chiara di avere un esplicito regolamento e indirizzo. Non possediamo l’originale del testo, ma la sua parte più importante fu riportata da Chiara nel capitolo VI della sua Regola (RsC 6,3-4), che comunque non contiene nessuna normativa giuridica, ma le basi teologico-spirituali della nascente comunità francescana femminile. […]

Le fonti usate dalla Santa furono la Regola minoritica, la Regola di vita negli eremi, frammenti delle Costituzioni Ugoliniane e della Regola benedettina, però circa la metà del testo è riconducibile a lei stessa. Nella Regola il capitolo VI è il più importante e personale. In esso Chiara indica le basi del carisma clariano: la spiritualità trinitaria fondata sullo stile evangelico di vita, il legame particolare con i frati minori, il valore principale della povertà evangelica».


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 13)

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fonte: Seraphicum Press Office