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L’eternità del corpo che ama
14 Dicembre 2020

Leggi qui l'articolo integrale (a pag. 29)

 

L’eternità del corpo che ama, luogo di rivelazione del divino è il tema del penultimo appuntamento della rubrica "Corpo ed eternità" tenuta, su San Bonaventura informa, da fra Domenico Paoletti. Un percorso che, in questa tappa, si sofferma sulla realtà dell’amore.

«La rubrica "Corpo ed eternità", iniziata un anno fa, ci ha visto raccogliere la sfida del corpo. Se noi siamo il corpo che abbiamo, come richiamato quasi di continuo nelle nostre riflessioni, che ne sarà di noi al termine della vita terrena? Che ne sarà del nostro corpo?

La fede che riconosce il corpo al centro dell’evento e della fede cristiana, e la risurrezione (fondamento, oggetto e motivo della nostra fede cristiana) come verità del corpo possono interessare uomini e donne di oggi, immersi in una cultura del corpo ridotto spesso solo a materia da consumare e gettare nel nulla, o valutato (che è quasi la stessa cosa) secondo criteri puramente estetico-funzionali? O, all’opposto, umiliato da forme di preteso "spiritualismo" - in realtà piuttosto spiritualoidi e astratte, che in fondo significano sempre volersi liberare del corpo, esorcizzarlo?

La rubrica ha tentato di raccogliere questa sfida attraverso diversi passaggi di riflessione esistenziale, biblica, teologica e filosofico-antropologica.

Ora, giunti quasi alla fine, ci si pone la domanda dell’inizio: qual è la "cifra" del corpo, che ne chiede fortemente l’eternità perché la contiene, la esprime e la comunica attendendola? La realtà profonda del corpo, che ne fa un unicum nella sua vocazione, è l’amore. Noi siamo stati creati dall’amore che unisce due corpi, per amare con il nostro corpo. L’unica vocazione inscritta nell’humanum è quella di amare, è la comunione. La Scrittura ci dice che Dio si è rivelato come Amore, Trinità, comunione di persone, che ama e chiama l’essere umano a partecipare del suo stesso amore comunionale. Il nostro corpo è segno e sacramento della vocazione all’amore - cioè al dono, all’accoglienza e alla comunione.

Il corpo, correlato e costitutivo dell’amore, pone-dispone ed esprime la realtà dell’amore che, in quanto tale, è eterno. Anzi l’eternità è l’essenza della verità dell’amore. Infatti solo quando amiamo veramente-unicamente una persona, sperimentiamo l’amore come eternità, perché l’amore è eterno: allora anche il corpo è eterno, perché amiamo con il corpo e mai senza il corpo.

L’amore è realtà concreta, è amore solo se si incarna. Qui si trova la chiave del nesso intrinseco e inscindibile tra amore, eternità e corpo. Se l’esperienza dell’amore è esperienza di eternità, allora il corpo che ama non può finire, non può totalmente dissolversi, ma in qualche modo si va trasformando in corpo glorioso grazie all’intervento di Dio, come nella creazione». (D.P.)

 

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fonte: Seraphicum Press Office