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Al di là del concerto: Edvard Grieg e le bellezze naturali della Norvegia
Edvard Grieg e le bellezze naturali della Norvegia
MUSICA & NATURA Edvard Grieg e le bellezze naturali della Norvegia Domenica 24 Febbraio 2019 – ore 18.00 Paola Pegan - pianoforte Pamela Gargiuto - interventi storici e critici Caterpillar – voce narrante Noemi Colitti - elaborazione contenuti multimediali “ L’arte di Grieg è il mosaico, essa poggia non solo sull’elemento coloristico: vi ha grande importanza l’ombreggiatura” (Emil Gilels) E’ con queste parole del grande pianista russo Emil Gilels che dedichiamo la serata ad Edvard Grieg, il compositore norvegese più importante del XIX secolo. Con una scelta di lyriskestykker (pezzi lirici), splendide miniature musicali eseguite al pianoforte da Paola Pegan, racconteremo la vita di Grieg immergendoci in una natura a lui tanto cara. Vi aspettiamo!

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Sabato 23 Febbraio 2019: Quanto basta
Proiezione del film Quanto basta
Arturo è un cuoco stellato caduto in disgrazia a causa del suo temperamento collerico, che gli ha fruttato un arresto per percosse e lesioni aggravate. La pena alternativa che gli è stata comminata è quella di insegnare a cucinare ad un gruppetto di ragazzi autistici affidati ai servizi sociali e supervisionati dalla bella psicologa Anna. Nel gruppetto spicca Guido, un ragazzo affetto da sindrome di Asperger, che ha un talento innato per l'alta cucina. Guido chiederà ad Arturo di fargli da tutor per un concorso culinario: uno di quelli che lo chef odia e che hanno partorito fenomeni mediatici come il suo acerrimo rivale, il simil-Cracco Daniel Marinari. Riusciranno Arturo e Guido ad aiutarsi a vicenda a superare i rispettivi limiti comportamentali?

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Sabato 16 Febbraio 2019: The Post
Proiezione del film The Post
The Post non racconta un'epoca passata ma una storia che si ripete. Per realizzarlo Steven Spielberg ha interrotto un progetto in corso (The Kidnapping of Edgardo Mortara) e ha lavorato nelle medesime condizioni dei suoi protagonisti. L'energia è quella di un reportage di guerra ma la regia agisce negli interni delle redazioni o di lussuose dimore, creando opposizioni, spazi chiusi, linee di fuga. Film indifferibile, traboccante di impeto e fervore, The Post è prossimo a Lincoln. Lo è nel fondo e nei meccanismi, lo è nello slittamento dalla potenza delle immagini a quella della parola, lo è nell'interessamento alla procedura, ai caratteri umani pieni di intelligenza strategica, alla forza dei sentimenti, all'eroismo del cuore, alla comunione di un gruppo di persone, sovente in un ufficio, qualche volta su campo a operare in maniera 'illegale' nonostante l'istituzione che incarnano. Se nel 1865 era necessario acquisire abbastanza voti per far passare il Tredicesimo Emendamento, nel 1971 è indispensabile mettere le mani sui fascicoli confidenziali della Difesa per denunciarli sulle pagine del giornale. Allo stesso modo per Spielberg è importante realizzare il suo film prontamente per 'trattare' la perdita di controllo di un altro capo di stato e la condizione della donna. E il film aderisce all'impellenza del suo intrigo manifestando la sua urgenza (anche) nella forma e ribadendo in filigrana uno dei grandi temi della sua filmografia, la comunicazione. Quella che nasce dall'incontro tra un bambino e un alieno, tra un israeliano e un palestinese, quella che passa per lo storytelling o gli aneddoti di Lincoln.

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Sabato 9 Febbraio 2019: Sono tornato
Proiezione del film Sono tornato
28 aprile 2017. Nel bel mezzo di Piazza Vittorio, cuore multietnico della Capitale, si materializza il Duce in persona, risorto proprio nel giorno della sua morte. Dopo un breve smarrimento iniziale ("Sono a Roma o ad Addis Abeba?") Mussolini decide di riprendere in mano le redini del Paese, e invece di venire rinchiuso in un ospedale psichiatrico accanto al matto che si crede Napoleone viene "scoperto" da un aspirante documentarista, Andrea Canaletti, che lo crede un attore perfettamente in parte. Andrea presenta il Duce ai dirigenti del canale televisivo con cui collabora da eterno precario, i quali creano un programma ad personam: un nuovo balcone dal quale Mussolini potrà affacciarsi per parlare alle masse. Ma gli italiani di oggi saranno pronti a seguirlo? Luca Miniero riprende pari pari la trama della commedia tedesca Lui è tornato, a sua volta adattamento cinematografico dell'omonimo best seller, sostituendo il Duce al Fuhrer. Ciò che cambia non è dunque la trama di base ma la reazione della gente a uno straordinario Massimo Popolizio in camicia nera: nei molti inserti girati da Miniero nella Roma contemporanea, intervistando i passanti e filmando le loro reazioni alla vista del "Duce", non c'è orrore ma spesso approvazione e complicità.

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Sabato 2 Febbraio 2019: L'ora più buia
L'ora più buia
Davanti al ritiro inglorioso della Gran Bretagna dall'Europa, L'ora più buia oppone il ritratto dell'uomo che ha contribuito a salvarla in una primavera nemmeno troppo lontana. Thriller politico che fa il paio con l'opera immersiva di Christopher Nolan (Dunkirk), il film di Joe Wright ripassa una pagina drammatica della sua Storia. Un intervallo delicato e opaco in cui il nemico muoveva dall'esterno e dall'interno attraverso l'impassibilità maligna di Lord Halifax, che si batteva per patteggiare coi nazisti e minare la posizione parlamentare di Churchill. 
L'ora più buia ha ovvie affinità col dramma di Jonathan Teplitzky (Churchill), interpretato appena ieri da Brian Cox, tuttavia l'opera di Wright dimostra un'ambizione narrativa, un'inventiva romantica e una qualità delle perfomance decisamente più efficaci. Seccamente seduttivo, al pari del suo protagonista, il film immagina una corsa in metropolitana del Primo Ministro che infila un binario trasversale di soggetti inglesi umani e appassionanti, scuotendo il film dalle 'fondamenta' prima di risalire e riprendersi il Paese e l'Europa. Certo ci sarebbe probabilmente bisogno di un film più scettico su Churchill, uno sguardo più affilato come quello tentato dalla serie The Crown, ma è davvero impossibile resistere al prodigio di Gary Oldman, determinato a dimostrare che quando un attore è chiamato a interpretare Winston Churchill non si arrende mai. Mai.

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