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La libertà creativa nel lavoro
13 Luglio 2017

La libertà creativa nel lavoro è il tema affrontato dal professor Oreste Bazzichi, docente di Filosofia sociale ed etico-economica, in San Bonaventura informa.

“Non c’è organizzazione internazionale, non c’è Paese, non c’è movimento, non c’è partito, non c’è corrente politica che non si ponga il problema del lavoro come dovere di giustizia sociale. Ma, nella realtà, nessuna politica economico-sociale, nelle forme e nei modi più disparati, riesce nell’intento di attuare la piena occupazione o, comunque, di soddisfare tutte le esigenze della vita umana.

L’enciclica Populorum progressio (1967), dopo averlo pragmaticamente constatato, raccomanda ai ricchi, agli abbienti, di donare il “superfluo” ai poveri, anche se detta così l’operazione sembra semplice; ma è difficile la definizione del “superfluo”, tanto che non trova posto nell’economia moderna. Certamente l’accumulo di beni superflui, oltre a bloccare la necessaria circolazione della ricchezza, genera sospetto e semina sfiducia.

Per questo l’enciclica allarga il concetto al principio di solidarietà universale (n. 48), dove «il superfluo dei Paesi ricchi deve servire ai Paesi poveri. La regola che valeva un tempo in favore dei più vicini deve essere applicata oggi – afferma Paolo VI – alla totalità dei bisognosi del mondo» (n.49).

È doveroso annotare che, mentre sulla moralità del capitalismo e del collettivismo marxista, la dottrina sociale della Chiesa è intervenuta fin dall’inizio (Rerum novarum, 1891), per quanto riguarda il tema del lavoro essa ha lasciato spazio ad ulteriori approfondimenti”. (O.B.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 9)
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fonte: Seraphicum Press Office