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Il termine “idiota” nella letteratura francescana
12 Luglio 2017

Qual è il significato del termine “idiota” nella letteratura francescana? È un viaggio che presenta una attenta ricostruzione etimologica, quello proposto da fra Emil Kumka, docente di Francescanesimo, nella rubrica “Lessico francescano” che racconta – in esclusiva per San Bonaventura informa – le voci della nuova edizione polacca del Lessico di spiritualità francescana.

Riprendendo i punti salienti del lemma curato, nella pubblicazione polacca, da fra Andrzej Zając, si ripercorre l’uso biblico del termine, sino a giungere all’utilizzo che ne fanno san Francesco e i biografi.

“Nell’antichità greca idiota significava la persona privata, senza ufficio né impieghi nella società e in politica. La radice greca significa proprio, privato, specifico. Dagli autori cristiani nell’antichità fu usato per definire le specificità delle singole persone della Santissima Trinità.

In altri contesti indicava una persona inesperta nella materia, un laico, un profano, ma non come definizione di bassa cultura, poca conoscenza generale o capacità intellettuale, denotando invece unicamente la mancanza di competenza in una concreta materia. Una simile connotazione semantica dominava nella letteratura medievale latina. […]


Il termine idiota è presente nei tre scritti di Francesco: Lettera a tutto l’Ordine, Testamento, Della vera e perfetta letizia”.  (E.K.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 17)
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fonte: Seraphicum Press Office