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Settimana della filosofia
26 Maggio 2017

Si è svolto mercoledì pomeriggio, nell’ambito della “Settimana della Filosofia”, l’incontro sul tema: “Libertà, conoscenza, creatività”. Nel saluto introduttivo il prof. Dinh Anh Nhue Nguyen, preside della Facoltà, ne ha evidenziato la novità  ed ha sottolineato l’importanza dell’idea-forza dell’educazione filosofica, che fornisce ai giovani sia il saper essere sia il saper fare del lavoro, in questo caso, nello spirito del francescanesimo.

Per primo ha preso la parola il prof. Dario Antiseri - pensatore liberale cattolico, difensore della libertà che scaturisce dal razionalismo critico -, il quale ha centrato il suo intervento sul rapporto tra società aperta, democrazia, libero mercato e dottrina sociale della Chiesa, sostenendo la centralità dell’epistemologia fallabilistica di matrice popperiana. I passaggi del suo intervento si sono dipanati tra la questione del criterio di demarcazione tra scienza e non scienza, la razionalità delle teorie filosofiche, le ragioni della società aperta e dei suoi nemici (Platone Hegel, Marx), i critici di Karl Popper.

È stata quindi la volta del prof. Orlando Todisco che ha evidenziato come nel pensiero occidentale contemporaneo si impone un passaggio da una prospettiva elitaria e dominatoria ad una prospettiva oblativa. Per fare questo percorso (donarsi all’altro) è necessario un cambio radicale di prospettiva, a partire dall’ontologia: non l’essere come neutro o come diritto all’essere, ma l’essere come dono al singolo e all’insieme della comunità. Se l’essere è dono, nessun sapere, neppure quello scientifico e tecnico può assurgere a padrone dell’uomo a guida della storia. Se il valore economico di scambio ci deve essere, questo deve assumere la forma di dono, cioè animato da una forma oblativa, che non si pone contro il profitto e il mercato, ma contro il loro primato.

Infine, il prof. Oreste Bazzichi ha percorso le tappe che dall’ascesi benedettina dell’ora et labora hanno portato alla svolta francescana della “grazia del lavoro”: una svolta che dal concetto di lavoro e preghiera, facce della stessa medaglia, è passata ad una concezione nuova, quella del lavoro come grazia, come gioia, come dono ai fratelli ed alla comunità. San Francesco dice ai suoi frati che chi riceve questo dono di Dio (la grazia del lavoro), deve compierlo con “fedeltà, responsabilità e devozione” anche per i fratelli e la comunità. La fedeltà al lavoro comporta stima, servizio e onore verso il lavoro stesso che va svolto con la perfezione con cui Dio stesso ha creato il mondo. La responsabilità o devozione a lavoro significa svolgerlo con attenzione, intelligenza e partecipazione, rispetto delle norme e garanzie sociali.

Concludendo i lavori, il prof. Andrea Gentile, che ha moderato l’incontro, ha evidenziato come alla base delle diverse costruzioni giuridiche e politiche ci siano fondamenti di morale naturale universale. Se la natura è razionale, il diritto naturale costituisce un ponte tra metafisica, diritto, politica e teologia.   


fonte: Seraphicum Press Office