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Pasqua di Cristo, vita del cristiano
14 Aprile 2017

"Pasqua di Cristo, vita del cristiano" è l'articolo con cui si apre l'ultimo numero di San Bonaventura informa, a firma di fra Emanuele Rimoli, docente di Antropologia teologica.

«Cristo per noi si è fatto obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio lo ha esaltato», così dice la liturgia del Sabato Santo riprendendo un inno di san Paolo (Fil 2), e la buona notizia della risurrezione di Cristo ci raggiunge da questa profondità, come una luce che splende nel cuore delle tenebre.

«Se dico: “Almeno l’oscurità mi copra e intorno a me sia la notte”; nemmeno le tenebre per te sono oscure, e la notte è chiara come il giorno; per te le tenebre sono come luce» (Sal 138,11-12).

Dalle Scritture sappiamo che il Verbo della vita è luce (Gv 1,4), e il Verbo si è fatto carne (Gv 1,14) e la carne luminosa di Cristo ci ha raggiunti nella morte e nell’oscurità, e così non siamo più soli, e nessuno più potrà dire che la terra del nostro cuore è abbandonata (Is 62,4). E la luce tanto desiderata di questa vita viva non irradia più da fuori dell’uomo tanto da poter creare ombre di morte attorno a sé, ma è ormai interiore come il lievito: gentile, potente, vivace, vivificante e invulnerabile, proprio perché si è resa vulnerabile fino in fondo. (E.R.)


Leggi qui l'articolo integrale (pag. 2)

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fonte: Seraphicum Press Office