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L'ospitalità nella tradizione francescana
06 Dicembre 2016

Il Focus del mese di San Bonaventura informa, dedicato al tema dell'ospitalità, propone un contributo sulla tradizione francescana, a firma di fra Fabio Scarsato, direttore editoriale del Messaggero di Sant’Antonio.

"Con l’avvento degli ordini mendicanti, nel XII-XIII secolo, i modi e la stessa percezione dell’ospitalità cambiarono. Perché lo stesso modo di rapportarsi col cosiddetto «mondo» cambiò da parte di domenicani, carmelitani o francescani. A cominciare dalla scelta radicale e identificativa di non starsene “fuori” dal mondo, nemmeno come opzioni abitative.

In modo particolare, per i primi seguaci di Francesco d’Assisi († 1226) e di santa Chiara († 1253): «pellegrini e forestieri in questo mondo», sono i primi; «pellegrine e forestiere in questo mondo», sono anche le seconde.

Inizialmente ciò comportò un sconvolgente passaggio “dall’altra parte della barricata”: ora non erano più i religiosi in grado di offrire ospitalità a qualcuno, ma loro stessi ne andavano in cerca perché bisognosi! Con tutta la possibilità, per detti frati, di esser scambiati per poveri o vagabondi, se non proprio malandrini, a cui la loro esistenza e “pastorale” lungo le strade e nelle piazze, presso i lebbrosari o lavorando nei campi, senza mezzi proprio di sussistenza, li esponeva agli occhi della gente. […]

I primi luoghi francescani, più o meno eremiticamente connotati, proprio a questo del resto servivano: quasi sempre ad una giornata di cammino l’uno dall’altro, disseminati lungo le strade percorse dai frati
itineranti, offrivano ospitalità momentanea, l’abbraccio di una fraternità materna e anche orante, ma anche la possibilità di un giaciglio e di un pasto. Per tirare il fiato, curarsi qualche vescica e, perché no?, farsi coccolare da persone amiche.

Se questo è chiaro, allora anche Francesco e Chiara possono permettersi qualche piccola incursione nell’ospitalità più classica, riprendendo linguaggi e temi già noti. Francesco lo fa praticamente una sola volta, quando scrive: Chiunque verrà da loro, amico o avversario, ladro o brigante, sia ricevuto con bontà". (F.S.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 7)

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fonte: Seraphicum Press Office