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Un nuovo sguardo sull'ospitalità
05 Dicembre 2016

Cosa significa ospitalità? Un tema che, negli ultimi anni, è legato a una vera e propria emergenza umanitaria che chiama in causa le istituzioni e interpella le coscienze.

Ma per i cristiani che significato ha il termine ospitalità? È un excursus ricco di spunti di riflessione quello proposto in San Bonaventura informa da fra Germano Scaglioni, docente di Nuovo Testamento e vice Preside della Facoltà. Un viaggio che invita ad approdare a una “conversione dello sguardo”.

"«Masse di persone continuano a migrare da un Paese all’altro in cerca di cibo, lavoro, casa e pace» (Francesco, Lettera Apostolica Misericordia et misera, n. 18). Con queste parole, consegnate alla Chiesa in occasione della chiusura del Giubileo straordinario della Misericordia, il Papa si è nuovamente soffermato su un fenomeno di rovente attualità: lasciandosi alle spalle situazioni drammatiche, milioni di esseri umani bussano alle porte dell’Occidente, nella speranza di un futuro migliore.

Realtà ormai integrante del mondo globale, il fenomeno delle migrazioni è un tema complesso che investe diversi aspetti, da quello sociale e culturale a quello politico ed economico. In primis sono interpellati gli organismi nazionali e internazionali a ciò preposti, ma un ruolo importante spetta alle comunità ecclesiali.

Per i cristiani l’ospitalità non è solo una questione umanitaria, per quanto urgente e grave, né un’appendice trascurabile dell’esperienza di fede: l’accoglienza dell’altro, in particolare del migrante e del rifugiato, tocca il cuore del rapporto con Dio.

La tradizione biblica non lascia dubbi: dal patriarca Abramo fino alla vita delle comunità cristiane delle origini, passando attraverso l’insegnamento e l’esperienza di Gesù, l’ospitalità ha sempre goduto di singolare stima e la sua pratica è stata raccomandata, come espressione e testimonianza privilegiata della fede". (G.S.)


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fonte: Seraphicum Press Office