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Dottrina sociale della Chiesa: cosa rimane del Festival di Verona
06 Dicembre 2017

Cosa rimane del settimo Festival della dottrina sociale della Chiesa, da poco concluso a Verona? Quali indicazioni per il futuro? Ne traccia un bilancio, in San Bonaventura informa, il professor Oreste Bazzichi che ha seguito direttamente i lavori.

«La dottrina sociale della Chiesa - scrive Bazzichi - non ha la forza politica per imporre la reciprocità, la collaborazione e la fraternità, ma cerca di trasformare interiormente l’uomo, invitandolo a distaccarsi dall’egoismo e dall’individualismo e a praticare le virtù morali e civiche, indispensabili per stare sempre all’erta, in tensione tra il mantenere, custodire e difendere la grandezza e intangibilità di ogni essere umano dal punto di vista spirituale, sociale e culturale e la necessità di un cambiamento di rotta per non offendere questa dignità.

La fedeltà è un concetto dinamico che rifiuta immobilità e il perseverare negli errori; è fare ciò che ancora non è stato fatto per il bene comune; è tornare alle origini, perché sta lì la forza e l’ispirazione per cambiare e guardare in avanti per intraprendere ciò che non è stato realizzato e fare ciò che ancora non c’è, ma che fa bene all’uomo e al ben-essere collettivo.

Il settimo Festival della dottrina sociale ha evidenziato queste idee, diventando casa per tutti quelli che credono nell’innovazione e nel cambiamento. Inoltre, ha offerto l’opportunità per stabilire relazioni significative con tutti coloro che già stanno realizzando qualcosa di positivo nel loro ambito di vita: scuola, lavoro, salute, servizi sociali, giustizia, economia, ecologia, sviluppo, fede, educazione, territorio». (O.B.)


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fonte: Seraphicum Press Office