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Frate Elia e la presenza francescana in Terra Santa
03 Novembre 2017

“Frate Elia da Cortona tra memoria e profezia” è il titolo dell’articolo con cui San Bonaventura informa, il mensile del Seraphicum, intende ricordare l’VIII centenario della presenza francescana in Terra santa.

L’importante ricorrenza viene ripercorsa attraverso la figura chiave di frate Elia, facendo così anche chiarezza sul suo ruolo nell’Ordine, sui suoi rapporti con Francesco di Assisi e sulla sua fedeltà all’ideale francescano.

L’articolo è a firma di fra Antonio Di Marcantonio, frate minore conventuale, presidente del Centro studi Frate Elia da Cortona.

«Tra tutte le province religiose quella di Terra santa od Oltremare era la più cara a san Francesco, desideroso lui stesso di recarsi nella terra di Gesù e venerare il santo sepolcro. La Terra santa era allora la provincia più importante della cristianità.

Vi confluivano genti di tutte le nazioni. L’idea di contribuire alla sua pacificazione e redenzione non era nuova in Francesco d’Assisi, che aveva tentato di recarvisi per ben due volte senza successo.

Lo stesso Francesco designò frate Elia come ministro provinciale. Era entrato nell’Ordine con tutto il suo cuore, tutta la sua intelligenza, tutto il suo amore. Da questo momento egli non ebbe che un pensiero ed uno scopo: la realizzazione e la dilatazione dell’ideale francescano fino agli estremi confini del mondo. L’invio di frate Elia in Terra santa sta a dimostrare il suo grande prestigio assunto nell’Ordine, la prova della stima e della fiducia riposta in lui dal santo fondatore. Sono passati otto secoli da quel lontano 1217 e ancora oggi i francescani, presenti in Terra santa, proseguono l’opera missionaria di frate Elia. […]

La storia di frate Elia è una delle più misteriose e indecifrabili a causa dei pochi documenti, e questi raramente veritieri, più spesso alterati e in contraddizione con elementi sicuri. Quindi viene spontanea la domanda: come spiegare l’accanimento contro frate Elia, la sua opera e la sua memoria, poiché si è taciuto il bene e si è diffuso il male in modo veramente incredibile?

Le strane alterazioni delle fonti storiche primitive sono riconducibili al fatto che, per molti secoli, su frate Elia si sono accumulate le notizie più assurde e quel poco di bene che era stato detto dagli storici primitivi, incompleti, ma non maligni, fu soffocato da montagne di accuse e di diffamazioni, basate più che altro sulle maldicenze di fra Salimbene da Parma, dell’inglese fra Tommaso da Eccleston e di altri; e su queste basi malefiche e malfidate, si scrive ancora la storia di frate Elia. […]

In un’epoca di tanto entusiasmo e fervore missionario è bello poter rievocare le gioie dell’Ordine. Quando nessuno sognava la grande opera di evangelizzazione degli infedeli, la mente e il cuore di Francesco d’Assisi iniziarono il grande movimento missionario che da allora non si è più arrestato ed ha conquistato il mondo». (A.D.M.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 2)

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fonte: Seraphicum Press Office