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Francesco plurale
10 Ottobre 2017

Unicità di san Francesco e pluralità delle sue rappresentazioni è il tema che affronta fra Germano Scaglioni, docente di Nuovo Testamento e direttore di testata di Credere Oggi, nel Focus del mese di San Bonaventura informa, dedicato al santo di Assisi. 

Un’ampia riflessione su questa pluralità di immagini che ha sempre connotato san Francesco, accompagnata da preziose indicazioni su come districarsi in questo insieme di rappresentazioni.

«Nel tentativo di comprendere il significato della “pluralità” di frate Francesco, gli studiosi hanno individuato due poli attorno ai quali classificare le numerose immagini del Santo: le rappresentazioni in cui prevale la ricerca del “Francesco in sé” (il Francesco della storia) e quelle più attente a cogliere il “Francesco per noi” (le diverse rappresentazioni di Francesco proposte, ad esempio, nell’arte, nella cinematografia, nella letteratura e nella pietà popolare).

A ben vedere, questa “duplicità” non deve sorprendere: è il semplice corollario della singolare ricchezza dell’esperienza di Francesco d’Assisi che ha segnato l’immaginario dell’Occidente, e non solo.

A queste rappresentazioni, spesso, non è estraneo un certo grado di ambiguità e così al santo più popolare del cattolicesimo è toccato in sorte lo stesso destino del suo Maestro, il Signore Gesù Cristo: ogni epoca lo ha compreso e rappresentato in modo diverso, sottolineando spesso aspetti in linea con lo “spirito del tempo”, talvolta senza prestare la dovuta attenzione alle fonti più autorevoli. […]

La pluralità è fisiologica, e anche auspicabile, poiché appartiene alle dinamiche proprie del processo ermeneutico, a condizione, però, che ciò avvenga «nel contesto di un filologicamente rigoroso impegno di ricerca che sia fattuale e, nello stesso tempo, interpretativo».

Accade, invece, che la figura di Francesco sia strumentalizzata, se non manipolata, così che da testimone di Cristo, il Santo di Assisi diviene il testimonial di campagne ideologiche o propagandistiche che non hanno nulla a che vedere con l’ispirazione evangelica che lo animò». (G.S.)


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fonte: Seraphicum Press Office