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Le nostre anime di notte
06 Settembre 2017

Le nostre anime di notte (Our Souls at Night) di Kent Haruf è il libro protagonista della rubrica “Il tesoro dello scriba”, tenuta mensilmente su San Bonaventura informa da fra Emanuele Rimoli, docente di Antropologia teologica.

«Nell’ultimo romanzo di Kent Haruf (1943-2014) - scrive fra Rimoli -, finito durante l’estate del 2014 e pubblicato postumo, non c’è una sbavatura né una parola falsa. La prosa è immediata, colloquiale e trasparente. Il tono delicato e il linguaggio semplice rivelano la squisita e profonda umanità dello scrittore ormai settantunenne: la sua parola non è sdrucciolevole né condita artificialmente, al contrario è schietta, chiara, a tratti anche lirica, e offre al lettore la riconciliante percezione che ogni cosa (perfino un oggetto qualsiasi) è parte integrante del tessuto relazionale della vita e compartecipa attivamente a rivelarla, custodirla, svilupparla. […]

Che cosa aspettarsi ancora dalla vita quando si è ormai anziani è, infatti, una delle questioni portanti del romanzo. Addie, stanca della sua vita isolata e soprattutto delle nottate diventate troppo lunghe per la solitudine, s’inventa una soluzione: “Viviamo per conto nostro da troppo tempo. Io sono sola. Credo lo sia anche tu. Stavo pensando se tu volessi venire e dormire con me la notte e parlare […]. Sto parlando di attraversare la notte insieme. E di starsene al caldo nel letto, come buoni amici. Starsene a letto insieme, e tu ti fermi a dormire. Le notti sono la cosa peggiore non trovi?”.


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 24)
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fonte: Seraphicum Press Office