CONTATTI RICERCA FOTOGALLERY DONAZIONI
NEWS
torna alla home
Rubrica su Bonaventura da Bagnoregio
19 Giugno 2017

Nuovo appuntamento con la rubrica “Bonaventura da Bagnoregio”, proposta da San Bonaventura informa in occasione dell’ottavo centenario della nascita del Dottore serafico. Ad accompagnarci nell’approfondimento di questa figura di spicco del francescanesimo è fra Vincenzo Battaglia (OFM), docente di Cristologia.

“Nel rispetto rigoroso della suddivisione tripartita con cui si è proposto di spiegare la grande misericordia del Signore Gesù – ignorata dal fariseo –, Bonaventura passa ad argomentare sull’approvazione riservata da Gesù alla donna, avendone apprezzato la sincerità dell’amore.

Il commento alla parabola del creditore e dei due debitori è incentrato sulla generosità e sulla misericordia che Dio e Gesù – «nel creditore vediamo Cristo» – manifestano verso i peccatori. Di conseguenza, l’obbligo che ne deriva per chi è gratificato dal perdono è quello dell’amore. «Siamo obbligati al sentimento di amore, che egli vuole per il beneficio conferito».

Nello sviluppare questo principio Bonaventura appronta la sua spiegazione alla risposta data dal fariseo (cf. Lc 7,43). In primo luogo, l’obbligo di amare va pensato in proporzione al debito condonato: su questo la donna è stata esemplare – lei ha amato Gesù in modo più sincero e fervoroso rispetto al Fariseo –, come risulta dal confronto messo in atto da Gesù stesso (cf. Lc 7,44-46):

«E rivolto alla donna ecc.. Qui, dopo un giudizio generale, assume uno speciale proposito, in cui dimostra che la peccatrice verso Cristo ebbe maggiore affetto del Fariseo, richiamandosi ad un triplice indizio di amore, cioè il pianto,  il bacio e l’abluzione dei piedi, nei quali la donna supera il Fariseo».

I tre indizi amorosi – nel riflettere sull’intero brano Bonaventura usa di preferenza il sostantivo dilectio e il verbo diligere – sono ulteriormente delucidati secondo una classificazione ormai familiare: il pianto è segno di contrizione (indicium contritionis), il bacio è segno di amore (signum dilectionis), l’unzione è segno di devozione (signum devotionis)”. (V.B.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 15)
Leggi qui la prima parte (pag. 17)
Clicca qui per ricevere San Bonaventura informa, gratuitamente ogni mese, in formato digitale



fonte: Seraphicum Press Office