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God is red: un viaggio tra i cristiani cinesi
12 Giugno 2017

Stavo cominciando a chiedermi cosa ci fosse nel Cristianesimo che aveva spinto questi medici di successo ad abbandonare le loro promettenti carriere nelle grandi città per perseguire una vita piena di rischi e difficoltà. Quando ho chiesto al dott. Sun il permesso di intervistarlo, inizialmente ha rifiutato. «Ho condotto una vita ordinaria» disse umilmente. «Se è interessato, venga con me in montagna. Lì, nei villaggi, scoprirà storie straordinarie».

Si apre con un passaggio tratto dal libro God is Red di Liao Yiwu, la rubrica mensile Il tesoro dello Scriba, tenuta su San Bonaventura informa da fra Emanuele Rimoli, docente di Antropologia teologica.

L’autore, Liao Yiwu – si legge -, è un musicista e scrittore cinese. Dissidente nei confronti dell’ideologia comunista, Liao si è sempre interessato a conoscere e dar voce agli oppressi dal suo governo.

Bandito dalla Cina e già imprigionato come i cristiani di cui racconta in God is Red, è proprio quest’affinità con la lotta per la libertà che ha portato lo scrittore cinese a visitare villaggi remoti e chiese domestiche clandestine, a frequentare riunioni segrete e preghiere in cortili al riparo da occhi indagatori.

Nelle diciotto interviste che compongono il libro, Liao intreccia voci, storie e volti connessi dalla volontà di preservare la propria fede, non importa a quale costo.

La narrazione segue il viaggio-pellegrinaggio dell’autore: a ogni tappa Liao raccoglie incontri e interviste senza nascondere l’ammirazione per l’umanità dei cristiani che la fede ha reso così limpida.

Il libro è un ponte tra il lettore e i cristiani cinesi che Liao incontra nei suoi viaggi – se ne ascoltano i drammi, si percepisce la faticosa pazienza, si coglie la letizia degli sguardi”. (E.R.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 22)

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fonte: Seraphicum Press Office