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Il profumo dell'amore alla scuola di san Bonaventura
18 Maggio 2017

"Il profumo dell’amore" alla scuola di Bonaventura da Bagnoregio è il tema trattato dal prof. Vincenzo Battaglia (OFM), docente di Cristologia nella rubrica di San Bonaventura informa per l’ottavo centenario della nascita del Dottore serafico.

“Il commento al capitolo 7 del Vangelo di Luca fornisce a Bonaventura l’occasione per mettere in risalto la «sublimità del Maestro» (Doctoris sublimitatem) che si manifesta nell’eccellenza del suo potere di  compiere miracoli (Lc 7,1-23), nell’evidenza della verità da lui insegnata (Lc 7,24-35) e nell’abbondanza della pietà emergente dall’episodio della peccatrice perdonata (Lc 7.36-50).

In base a una precisa organizzazione sistematica del ragionamento, l’analisi della terza sezione del testo lucano è modulata secondo un andamento tripartito e progressivo, per cui l’evangelista intende dimostrare che l’abbondanza della pietà «si manifesta nel Signore Gesù grande nell’accoglienza della peccatrice, più grande nell’approvazione, grandissima nell’assoluzione. L’accolse infatti accedente, la lodò amante, l’assolse penitente».

L’analisi è corredata, secondo una metodologia ormai consolidata, da frequenti citazioni di passi tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento, funzionali a commentare, confermare e illustrare ulteriormente il senso del testo letterale. Così Bonaventura segnala più volte che nel testo lucano giungono a compimento passi dell’Antico Testamento. Va aggiunto anche che le fonti cui rinvia sono desunte da opere di Gregorio Magno, Pietro Crisologo, Bernardo di Clairvaux e Beda il Venerabile”. (V.B.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 17)
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fonte: Seraphicum Press Office