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La ‘bonavventura’ di una Leggenda minore
10 Aprile 2017

“La ‘bonavventura’ di una Leggenda minore” è il titolo dell’articolo che Filippo Sedda, storico del francescanesimo, propone nella rubrica “Bonaventura da Bagnoregio” di San Bonaventura informa, presentando così una lettura diversa della cosiddetta questione francescana.

“Nel calendario 2017 sono già diverse le iniziative che si affollano a livello internazionale dedicate a frate Bonaventura, in occasione di questo anno in cui convenzionalmente ricordiamo l’ottavo centenario della sua nascita.

Il frate, il maestro, il ministro, il vescovo e, infine, il santo avrà modo di essere encomiato o criticato, visto anche la complessità della sua persona e degli incarichi rivestiti nella sua vita.

A me qui solo il compito di sgombrare la sua immagine da un pregiudizio che rischia di inficiare una lettura serena della sua produzione agiografica. Si deve, infatti, al ministro generale la compilazione della Vita del beato Francesco, meglio nota come Leggenda maggiore, e della Leggenda minore.

La prima è la riscrittura della vita e dei miracoli del santo fondatore a partire sostanzialmente dalle agiografie di Tommaso da Celano; la seconda una versione abbreviata della medesima per uso liturgico. […]

Nel 1266 il capitolo di Parigi decide di distruggere tutte le leggende precedenti per usare unicamente quella di Bonaventura. Questo decreto avrebbe così sancito la fine, o quasi, delle vite più antiche dedicate a san Francesco, decretandone una vera e propria damnatio memoriae, con la conseguenza che Bonaventura, soprattutto dopo gli interventi dello storico protestante Paul Sabatier, risultasse dipinto di fosche tinte di sabotatore e occultatore delle testimonianze dei compagni di Francesco”.


Leggi qui l'articolo integrale (pag. 8)

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fonte: Seraphicum Press Office