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La strada del dialogo: riflessione su Bauman e papa Francesco
01 Febbraio 2017

“«L’accettazione del dialogo è una questione di vita o di morte per il futuro dell’umanità, in un mondo irreversibilmente multiculturale, multicentrico e multireligioso». Assorto mentre sorseggiava un caffè sulla terrazza che s’affaccia sulla città di Francesco d’Assisi, non aveva voluto mancare a quell’ultimo appuntamento interculturale sulla pace ad Assisi, il settembre scorso”.

Comincia così l’articolo che Stefania Falasca, editorialista di Avvenire, ha scritto per San Bonaventura informa sulla figura di Zygmunt Bauman, scomparso meno di un mese fa.

Un ricordo che parte dall’ultima intervista realizzata proprio ad Assisi, ricostruendone il pensiero e il rapporto con papa Francesco che, a detta del sociologo polacco, «incarna la fisicità del dialogo».

“La sua scomparsa, all’inizio di quest’anno - scrive Stefania Falasca -, non ha interrotto e non interrompe l’attualità del suo pensiero, e trova inopinabili consonanze con il magistero dell’attuale Vescovo di Roma. Sarebbe tuttavia riduttivo definirlo sociologo, non solo per il tipo di sociologia da lui professata e praticata, lontana da pose accademiche, ma per la vastità dello sguardo, la larghezza degli interessi, la molteplicità degli approcci.

Filosofo, politologo, storico del tempo presente e studioso oltremodo prolifico nella sua lunga ed operosissima esistenza, resta poliedrico riferimento per l’osservazione critica della «liquida» contemporaneità.

E il messaggio che ci ha affidato è ancora una volta di non ignorare ciò che c’è sotto la superficie luccicante del “mondo globale” raccontato dai politici di turno, media e intellettuali, dai mainstream e laudatores dei potenti. Bauman ha guardato dietro lo specchio ammiccante del post-moderno, penetrando sotto la vernice lucente dell’asserito arricchimento generalizzato e universale”.


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 2)

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Foto: Avvenire


fonte: Seraphicum Press Office