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Dottrina sociale della Chiesa e francescanesimo
02 Gennaio 2017

La dottrina sociale della Chiesa e il contributo del francescanesimo sono le direttrici sulle quali si muoverà la nuova rubrica di San Bonaventura informa che, dal numero in uscita a fine mese, proporrà un approfondimento su queste tematiche di grande attualità.

La rubrica, che si protrarrà sino al prossimo ottobre in concomitanza con la Settimana sociale dei cattolici, viene presentata in una intervista al professor Oreste Bazzichi, docente di Filosofia sociale ed etico-economica. Qui alcuni passi del testo.

"Si può definire la dottrina sociale della Chiesa come l’insieme dei valori e dei principi etico-teologici (dimensione teorica), dei criteri (dimensione storica), delle direttive d’azione (dimensione pratica), ordinati a costruire una società civile fondata sul bene comune (cfr. Octogesima adveniens, n.4).

Essa, cioè, presenta i suoi principi eterni, perennemente attuali e adattabili alle condizioni storiche di ogni epoca: dignità della persona umana, sussidiarietà, solidarietà, bene comune. Sta agli uomini, ai cristiani, di calarli nel concreto. Le fonti, oltre alla Sacra Scrittura e al diritto naturale – prolungamento attivo della Lex aeterna – sono costituite dalla Patristica, dal Magistero e dall’elaborazione teologica. […]

Una società nella quale venga meno il senso di fraternità - come da più parti ed a più riprese ha insistito papa Francesco in questi quattro anni del suo pontificato - è una società incapace di progredire: una società in cui esiste solo il “dare per avere” o “il dare per dovere” è una società senza futuro; esiste solo una chiara direzione da percorrere: più solidarietà e condivisione nella vita sociale ed economica.

Ecco perché la nozione di fraternitas non permette - come afferma papa Francesco - di rinchiuderci nel nostro privato, nel nostro gruppo, nella nostra città, nella nostra nazione. Ci chiede di occuparci del bene comune, del bene di tutto l’uomo e di tutti gli uomini; ci chiede di prenderci cura delle sorti dell’uomo e dei luoghi dove si decidono le sorti dell’uomo; ci chiede di occuparci della sfera pubblica nella consapevolezza che solo una cittadinanza a dimensione universale può rendere ragione dell’originaria fraternità umana. […]

L’attuale crisi economica e finanziaria che sta colpendo da alcuni anni l’Europa e il mondo intero, conseguenza di profondi squilibri a livello mondiale, sta causando gravi problemi a molti Paesi del mondo, europei ed anche in Italia.

È ormai evidente che la crisi economica si sta rivelando innanzitutto una profonda crisi etica, antropologica e culturale, ed è a questi livelli, oltre a quelli di politiche economiche, che bisogna lavorare per venirne fuori, andando alla ricerca anche di pensieri diversi e di idee trascurate o inedite".


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 9)
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fonte: Seraphicum Press Office