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I frati nel campo profughi dei siriani
02 Dicembre 2016

“Abouna - padre -, dice una donna siriana in piedi davanti alla sua tenda, tu sei un padre cristiano e ci stai servendo. Da quando siamo qui non è mai venuto un dignitario musulmano a trovarci, e tu sei sempre qui a darci acqua”.

E fra Iosif le risponde: “Signora, io non vengo qui perché sono Abouna, ma perché tu sei un essere umano e io sono un essere umano...”.
Comincia così la toccante testimonianza sul campo per profughi siriani in Libano, dove i frati minori conventuali prestano servizio per aiutare le settanta famiglie ospitate, per dare sostegno nella formazione dei bambini e un aiuto sul piano umanitario e psicologico.

A scrivere di questa presenza instancabile e carica di amore per l’altro sono monsignor Cesar Essayan, Vicario apostolico dei Latini in Libano, e fra Elias Paolo Marswanian, ex studente del Seraphicum.

“Ogni mercoledì – si legge in San Bonaventura informa - fra Iosif guardiano della comunità francescana conventuale di Zahle (Bekaa – Libano) e Andrea, postulante, dedicano la loro giornata a fornire acqua a 70 famiglie di un campo di profughi siriani.

Escono alle 9 della mattina dal convento con il camion cisterna e rientrano quando hanno finito il loro servizio, quasi sempre attorno a mezzanotte. Il nostro servizio a uno dei tanti campi di profughi siriani è cominciato nel 2014 con visite regolari poi, piano piano ci siamo organizzati con volontari per stare vicino a chi ha perso terra, casa e lavoro, soprattutto vicino ai tanti bambini che hanno vissuto il dramma della guerra”.


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fonte: Seraphicum Press Office