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La misericordia per il nuovo umanesimo in Gesù Cristo
11 Novembre 2016

“Oggi il problema non è tanto se Dio esiste, era la questione dell’ateismo del secolo scorso, ma oggi il vero problema è quale Dio esiste? Quale Dio è il Dio vivo e vero?”.

Muove da questi interrogativi l’articolo di fra Domenico Paoletti, docente di Teologia fondamentale, per la rubrica di San Bonaventura informa che sta accompagnando l’anno giubilare della misericordia e che si concluderà nel numero di novembre, con la chiusura delle porte sante.

“La conflittualità, la frammentazione, il fanatismo fondamentalista e il relativismo nichilista - scrive fra Paoletti - sono espressioni di una crisi antropologica causata da una crisi teologica. Dio e l’uomo stanno insieme o insieme cadono. È solo a partire da Dio che si può comprendere l’uomo, ed è solo se l’uomo vive in relazione con Dio che la sua vita ha un senso ed è salva. […]

La misericordia è la natura, l’identità, il nome vero di Dio. Dio è misericordia, è amore; ed è solo misericordia, soltanto amore, nient’altro che amore. Dio non è onnipotente, ma misericordia onnipotente, misericordia infinita, misericordia eterna.La misericordia, quindi, non è una parola del Vangelo, ma è il Vangelo stesso, ossia la misericordia è la stessa persona di Gesù Cristo, l’amore del Padre che si è fatto prossimo all’uomo.

La stessa creazione è espressione della misericordia. Lo stesso Dio creatore si è rivelato a Mosè come ricco di misericordia, una rivelazione che ha la sua pienezza in Gesù Cristo.
Il Dio che premia i giusti e punisce i cattivi non è il Dio misericordia che ci ha rivelato Gesù Cristo, ma è il Dio dei pagani. Gesù con la sua vita, con le sue parabole, con la sua morte e risurrezione evangelizza Dio, svela il vero volto di Dio, e questo è Vangelo, lieto annuncio per tutti, in particolare per i peccatori”.



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fonte: Seraphicum Press Office