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La cerimonia di inaugurazione del 113° anno accademico
17 Ottobre 2016

“A lode e gloria della Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo, invocando la protezione della beatissima Vergine Maria, madre di Dio, del serafico padre san Francesco e del dottore serafico san Bonaventura, nella veste di vice Gran Cancelliere della Facoltà, dichiaro aperto l’anno accademico 2016-2017, 113° - centotredicesimo della Facoltà”.

Con questa formula rituale, fra Jerzy Norel (nella foto), vicario generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e vice Gran Cancelliere della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” Seraphicum, sabato (15 ottobre)ha dato ufficialmente inizio al nuovo anno accademico.

Una Facoltà che si avvia a vivere il 113° anno di attività accademica, affondando le proprie radici nella storia del francescanesimo e dell’Ordine, come ricordato anche da monsignor Francesco Nolé, OFMConv, arcivescovo di Cosenza-Bisignano ed ex studente del Seraphicum, che ha presieduto la santa messa.

Di quegli anni Settanta trascorsi al Seraphicum, monsignor Nolè ha ricordato la centralità della formazione spirituale, teologica e umana, accennando a maestri di ieri e di oggi, da p. Leone Veuthey a p. Costa, p. Uricchio e p. Todisco, quest’ultimo tuttora docente di Filosofia francescana.

Dunque un grazie ai docenti che si sono succeduti nella storia della Facoltà, “per offrire - ha sottolineato mons. Nolè - cultura, sapienza e spiritualità francescana centrata su Cristo”. “In questa lunga storia – ha aggiunto – non è un caso che sia arrivato un preside dall’Oriente (fra Nguyen è vietnamita, ndr) perché è da là che viene la salvezza!”.

L’invito dell’arcivescovo è per una Facoltà che continui a saper coniugare fede e sapienza, per giungere a una più profonda conoscenza di Cristo, per esserne discepoli umili e per testimoniare, con la propria vita, che è Cristo la salvezza.

Il momento accademico, accompagnato dall’animazione musicale degli studenti del Seraphicum, è stato aperto dal Preside fra Dinh Anh Nhue Nguyen che ha salutato i presenti e introdotto la prolusione affidata a sr. Mary Melone, Rettore della Pontificia Università Antonianum, sul tema de “Il rapporto tra cristologia e pneumatologia nel dibattito teologico attuale in prospettiva francescana”, che verrà prossimamente pubblicato sulla rivista Miscellanea Francescana.

Amore non è amato, Amore non è amato - ha esordito il Preside fra Nguyen - così una volta gridava il poverello san Francesco d’Assisi, di fronte all’indifferenza verso Dio e verso Cristo da parte della gente nella società del suo tempo. Oggi, ottocento anni dopo, tale indifferenza sembra ancora regnare nel cuore di molti, anzi ancora di più che al tempo di san Francesco. E noi francescani vogliamo amplificare il grido del nostro padre fondatore.

Di fronte al mondo di oggi, più che mai, possiamo e dobbiamo gridare di nuovo con san Francesco: l’Amore non è amato. Sì, quell’Amore di Dio incarnato che è Gesù Cristo, rimane paradossalmente ancora poco conosciuto e quindi poco amato. Annunciare Cristo, farlo conoscere ed amare da tutti attraverso ogni attività della vita, inclusa quella accademica, questa è la vocazione dei francescani di ogni tempo.

È quindi la vocazione della nostra Facoltà, la vocazione di ciascuno di noi al Seraphicum anche in questo nuovo anno accademico che Dio ci ha donato insieme con il dono dei nuovi studenti venuti da vari Paesi del mondo.

Oltre a portare avanti lo studio teologico, cristologico e francescano, affidatoci dalla Madre Chiesa, la Facoltà San Bonaventura desidera approfondire sempre di più la conoscenza di Cristo per un rinnovato annuncio al mondo, per ripartire sempre da Cristo e per portare tutti a Lui.

Continuiamo quindi a gridare a tutti “Amore non è amato”, e ad annunciare Cristo attraverso ogni attività della vita, soprattutto attraverso l’impegno serio ed assiduo dello studio e della ricerca. E che questo grido risuoni costantemente in noi sempre e dappertutto per strada, nel refettorio, addirittura nel silenzio dello studio in camera, per scuoterci dall’indifferenza e dalla mediocrità, e per portarci ad un maggior impegno per conoscere ed amare Cristo, l’Amore non amato".


fonte: Seraphicum Press Office