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Le riforme nelle famiglie francescane
12 Luglio 2016

In vista del convegno “Dis-Ordine Francescano. La grazia delle riforme (1517-2017)”, in programma dal 26 al 29 settembre a Camposampiero (PD), San Bonaventura informa propone un articolo di fra Tomislav Mrkonjić, docente di Storia della Chiesa, per approfondire la tematica delle riforme avvenute all’interno delle famiglie francescane, proprio a partire dalla bolla Ite vos di papa Leone X del 1517 che decretò la scissione tra frati minori conventuali e quelli della regolare osservanza.

“La storiografia francescana sui rapporti tra la Comunità e la Famiglia - scrive fra Mrkonjić - il famoso 'Capitolo generalissimo', la suddetta bolla e gli effetti giuridici che ha prodotto segnando definitivamente la divisione dell’Ordine può definirsi piuttosto polemica e apologetica.

Dopo aver raggiunto il suo apice nell’Ottocento, questa storiografia ha avuto un periodo di stasi, forse perché entrambe le parti ritenevano oramai esaurite le motivazioni atte a difendere le proprie posizioni. Negli ultimi anni questo argomento è ritornato ad essere oggetto di studio in un clima assai diverso, lontano dalla polemica e dalla difesa unilaterale delle ragioni di parte. […]

Dopo il Capitolo generalissimo e le bolle Ite vos e Omnipotens Deus (14 giugno 1517), don Miguel da Silva definiva il “fallimento” della sua missione, dal momento che gli Osservanti insieme all’ambasciatore portoghese non riuscirono a sopprimere i Conventuali; secondo queste bolle, infatti, il primato storico con il sigillo dell’Ordine fu tolto ai Conventuali e dato definitivamente agli Osservanti, e di conseguenza anche la precedenza gerarchica; privato del sigillo il Minister generalis dei Conventuali fu privato anche di questo titolo per cui dovette chiamarsi soltanto Magister generalis e insieme ai suoi provinciali doveva essere confermato dai superiori osservanti.

La bolla Omnipotens Deus in parte correggeva, o in un certo senso applicava alcune possibilità aperte dalla stessa Ite vos, così che in realtà l’Ordine fu diviso in due rami autonomi, ognuno con il proprio generale. Tuttavia il primato e il sigillo rimasero agli Osservanti”. (T.M.)



Leggi l’articolo in San Bonaventura informa (pag. 22)

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fonte: Seraphicum Press Office