A poco più di un anno dalla nascita dell’Istituto “Mulieris Dignitatem” per studi
sull’unidualità uomo-donna ci è sembrato prima di tutto ineludibile, per il
nostro Istituto che da questa lettera ha preso spunto, ma anche più che mai
attuale tornare a riflettere sul rapporto uomo-donna nella rispettiva
specificità e complementarietà che, proprio nella lettera Apostolica Mulieris
Dignitatem (15 agosto 1988), di Giovanni Paolo II, assume il ruolo decisivo
nella “questione antropologica” così confusa nella cultura odierna (che abbiamo
definito post-moderna) avendo come chiave di lettura Maria. Prendendo avvio dal
“maschio e femmina li creò” (Gen 1,27) la riflessione del nostro pomeriggio di
studio, promosso dall’Istituto MD e dall’USMI, ha voluto evidenziare come
grazie all’unidualità, che porta con sé la comunione interpersonale nell’amore
per l’altro, sia possibile superare quelle subordinazioni e conflittualità che
portano l’uomo e la donna come ha detto il Papa Benedetto XVI nel Discorso ai partecipanti al Convegno Uomo e
Donna (9 febbraio 2008) “(…) in
un’auto-realizzazione che considera come conquista di libertà il superamento di
ogni vincolo naturale, sociale o religioso, ma che di fatto li riduce a una
solitudine opprimente” poiché “L’uomo il quale in terra è la sola creatura
che Iddio abbia voluto per se stesso non può non ritrovarsi pienamente se non
attraverso un dono sincero di sé” (GS,
24).